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Amministrare con la Famiglia: corso per Amministratori e Funzionari dei Comuni della Provincia di Verona

di admin
Seconda edizione.

Lavorare insieme per mettere in rete le iniziative dei comuni per promuovere il benessere delle famiglie dei nostri territori. Questo il messaggio e la proposta lanciata nell’ultimo incontro del corso “Amministrare con la Famiglia”.
E’ terminato con la proposta di costituire una rete dei comuni delle buone pratiche la seconda edizione di “Amministrare con la Famiglia”, corso sulle politiche familiari per amministratori e funzionari dei comuni in provincia di Verona.
50 partecipanti di 25 comuni, di cui una decina funzionari, oltre ad uno staff di 10 persone di Afi-Verona, l’associazione delle famiglie che ne ha curato l’organizzazione con il contributo economico dell’assessore alla famiglia della Provincia di Verona, Marco Luciani.
8 incontri, dal 16 marzo al 25 maggio 2011, in cui si sono trattati sia temi di base, come il valore della famiglia, le politiche di promozione, la sussidiarietà, l’associazionismo, gli strumenti, le consulte; sia esempi di buone pratiche in larga parte tratte dalla esperienza diretta dei partecipanti.
Si sono così messe in luce alcune buone iniziative, che sono state rilette alla luce dei contenuti del corso, cercando di capire la differenza fra “il fare” e le “buone pratiche”. Ad esempio organizzare buoni cicli di incontri di formazione per i genitori, resta un “fare” se nell’organizzazione stessa non sono coinvolte le famiglie o le loro associazioni. Offrire agevolazioni nell’accesso ai servizi comunali resta un “fare” se lo si limita a pochissimi casi (magari esagerando nell’agevolazione) piuttosto che graduando il beneficio su una platea più numerosa di famiglie. Fornire sussidi economici alle famiglie resta un “fare” se non è accompagnato da un progetto di ricostruzione della capacità della famiglia di badare a sé stessa. Organizzare servizi per i minori sostitutivi delle famiglie resta un “fare” (se non addirittura un’azione controproducente) se la famiglia non è coinvolta e messa in rete con altre famiglie che affrontano gli stessi problemi.
Linee di demarcazione a volte evidenti, a volte sottili. Metri di misura non sempre facili da utilizzare, soprattutto per i piccoli comuni. Per questo motivo, alla luce della propria esperienza riconosciuta in questi anni anche da prestigiosi premi, il comune di Castelnuovo del Garda ha voluto lanciare la proposta di lavorare insieme per mettere in rete le iniziative dei comuni per promuovere il benessere delle famiglie.
Rispetto alle città, i piccoli comuni – ha detto Maurizio Bernardi, sindaco di Castelnuovo del Garda – hanno certamente delle dimensioni minori e strutture amministrative meno articolate, ma d’altra parte hanno il vantaggio di  riuscire a rendere più vive e far crescere maggiormente le relazioni tra persone e tra famiglie.
Inoltre i tessuti che hanno dimensione locale sono meno influenzati da quell’evoluzione culturale di degrado dei rapporti sociali che registriamo a livello globale, sempre più caratterizzata da assenza o scarsità di relazione vera tra le persone.
Nei piccoli comuni si vivono ancora in maniera concreta e positiva le relazioni di vicinato, tra gruppi, associazioni, come elemento positivo per il benessere delle persone e per la promozione di una società più umana.
È quindi possibile, e doveroso, ha detto Bernardi, ripartire dalla società civile, dai piccoli comuni, per creare cittadini, politici e amministratori che promuovano il bene comune.
La dimensione sociale dei piccoli comuni è il luogo naturale della democrazia partecipata. Non dobbiamo dimenticare che la nostra nazione nasce proprio dai piccoli comuni; tra l’altro il primo comune di cui si ha traccia in Italia è Lazise, di cui si conosce un documento del 983.
I veri cambiamenti partono dal basso; è importante quindi, ha sottolineato il sindaco, partire dai piccoli comuni perché sono depositari di un tessuto relazionale ricchissimo. Tuttavia un piccolo comune da solo può davvero poco, soprattutto nei confronti delle altre istituzioni, ed è indispensabile mettersi insieme per fare massa critica, per diventare un soggetto significativo ed essere catalizzatori di buona amministrazione.
Nasce quindi l’idea di far partire una rete di comuni, gestita con la collaborazione dell’Università Cattolica di Milano e con l’AFI, con il Forum delle associazioni familiari, che permetta alle amministrazioni di crescere nelle capacità, anche tecniche, di gestire con efficacia il bene pubblico attraverso le politiche familiari.
La professoressa Donatella Bramanti dell’Università Cattolica ha poi espresso l’importanza di promuovere buone pratiche che siano fondate sull’accrescimento del capitale sociale presente nel territorio, dove la famiglia è elemento principale quale portatrice di una cultura del benessere articolata su quattro dimensioni: materiale, psicologico, relazionale ed etico.
La relatrice ha illustrato i differenti modelli di politica sociale per la famiglia, spiegando come accanto a quelli tradizionali e alle cosiddette “sperimentazioni”, che sono state in realtà attuate per lungo tempo senza risultato, oggi c’è la possibilità di attuare programmi innovativi di azione a favore della famiglia.
Ad esempio, ci si può porre su un punto di vista diverso rispetto alle politiche familiari tradizionali, assumendo l’obiettivo di accrescere il capitale sociale del territorio ponendo sotto osservazione il tema della fiducia. Fiducia primaria, come rapporto all’interno delle famiglie e tra le generazioni; fiducia secondaria, a livello di associazioni e gruppi di famiglie, fiducia generalizzata, come elemento di medio periodo teso a sostenere la partecipazione delle famiglie alla vita della comunità. Questo attraverso iniziative pianificate e condotte in modo tale da misurare l’efficacia e l’efficienza degli interventi.
È chiaro che azioni come questa, di promozione a livello locale di interventi concreti innovativi, richiedono che vi siano delle competenze specifiche, che l’Università Cattolica mette a disposizione quale ente certificatore, anche come soggetto terzo in grado di giudicare in maniera indipendente le iniziative e i progetti proposti.
L’assessore provinciale alla famiglia Marco Luciani ha infine espresso il suo apprezzamento per il corso che si è completato con questa serata, ribadendo l’importanza dell’iniziativa e del lavoro svolto, come elemento di grande rilievo per creare una rete tra i comuni che possa promuovere il benessere delle famiglie in provincia di Verona.

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