Coldiretti Verona: calano nel 2011 i consumi di prodotti sulla tavola anche nel nostro territorio
di adminPreoccupanti i dati per il calo dei consumi sulla tavola che scendono in quantità del 4% con punte del 9% per la frutta e dell’8% per i prodotti ittici ma diminuiscono anche il pane (-7%), i prodotti lattiero caseari (-6%) e le carni bovine (-5%). E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sui dati Ismea e Istat relativa al primo trimestre del 2011 su scala nazionale.
“Assistiamo a un calo quantitativo dei consumi – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – che accentua il trend negativo del 2010 che si è chiuso con una diminuzione dell’1%. E’ un dato che riscontriamo anche a Verona esaminando ad esempio le giacenze delle mele, prodotto tipico del nostro territorio con almeno sei varietà, non si discosta dal dato nazionale che a marzo 2011 era di 833.000 tonnellate, il 2% in meno rispetto al 2010 ma contemporaneamente la produzione è calata nello stesso periodo del 20%, dimostrando un evidente calo nei consumi”.
In generale – sottolinea la Coldiretti – gli acquisti di tutti i prodotti alimentari risultano in calo anche se a tenere maggiormente sono i vini (-1,3%), le carni di pollo (-1,9%), la pasta di semola (-2,3%), ortaggi e patate (-2,6%) e carni suine e derivati (-2,7%).
“Il prezzo – aggiunge Piccioni – resta un fattore di forte condizionamento per il consumatore e dalle rilevazioni emergono riduzioni particolarmente accentuate delle quantità acquistate per i prodotti interessati dai maggiori rincari. Infatti, quando i prezzi dell’ortofrutta aumentano oltre un certo valore, il consumatore si orienta su altri prodotti. Ad esempio in inverno al posto delle zucchine troppo costose, si comprano patate o cipolle. Il fatto grave è che oggi non è così e quindi il rischio è che si tratti di una rinuncia ai consumi”.
Tra i motivi dell’aumento dei prezzi vi è anche il rincaro del gasolio destinato all’attività agricola. Oltre all’aumento dei costi per il movimento delle macchine come i trattori, in agricoltura il caro petrolio colpisce sopratutto le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali.
“La filiera corta – conclude il direttore – è senz’altro una delle risposte per contenere i prezzi al consumo eliminando i trasferimenti in nave o in camion dei prodotti. Il mercato a km zero permette ai produttori di vendere direttamente i propri prodotti, accorciando la filiera e consentendo a loro maggior ricavo e ai consumatori maggiori risparmi acquistando cibi freschi e colti al giusto grado di maturazione”.
E’ infatti positivo l’andamento dei mercati a kilometro zero degli agricoltori di Campagna Amica sia a livello nazionale che locale, saliti a trentuno in città e provincia.
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