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Sindaco Tosi: “La decisione della consulta è sbagliata, a Verona non cambierà nulla”

di admin
“La Consulta ha sbagliato perché ha preso una decisione che va contro agli interessi e le esigenze dei cittadini, quegli stessi cittadini che pagano gli stipendi ai giudici della Consulta.

Da oggi per i Sindaci sarà più difficile contrastare alcuni fenomeni che causano reale disagio, degrado ed insicurezza”. Il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, torna così sul pronunciamento della Corte Costituzionale n. 115/2011. “Prima del pacchetto sicurezza varato dal Ministro Maroni – aggiunge Tosi – i Sindaci non potevano intervenire così direttamente sui problemi. Per il contrasto della prostituzione di strada, ad esempio, l’unico strumento era il codice della strada, comminando ai clienti una multa ridicola di 36 euro: ora potevamo darla di quasi 500 euro, sanzionando esattamente quel comportamento e non inventandoci il divieto di fermata per aggirare il problema vero. E’ assurdo costringere i Sindaci ad arrampicarsi sugli specchi per risolvere un problema quando Maroni aveva creato lo strumento per risolverlo”. Quanto ai rilievi relativi alle difformità delle ordinanze, Tosi rileva che “le difformità decisionali da Comune a Comune sono normali. Ad esempio, a Verona come a Venezia è vietato girare a torso nudo mentre a  Jesolo o a Caorle probabilmente è normale, dato che sono comuni balneari. Credo sia ovvio che per comuni diversi esistano problemi diversi. Qui a Verona, ad esempio, avevamo il problema dei cosiddetti vu-cumprà, inesistente, credo, nei Comuni di montagna. Il pacchetto sicurezza era stato creato per poter fare ordinanze tarate sulla base delle esigenze del territorio e permettere ai Sindaci, in base ai problemi specifici, di adottare soluzioni immediate e mirate”. “Questo – conclude Tosi – i giudici della Consulta o non l’hanno capito o non l’hanno voluto capire.  Per noi, comunque, non cambierà nulla, andremo avanti come abbiamo fatto fino ad oggi e, se qualcuno impugnasse i testi delle ordinanze, cambieremo una riga e andremo avanti comunque. La nostra priorità resta quella di mantenere al primo posto le esigenze dei cittadini”.

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