Credem, il CdA ha approvato i risultati del 2010: dividendo 0,10 euro per azione
di admin– elevata solidità patrimoniale: core Tier 1 a 8,6%, total capital ratio a 11,3%; il gruppo è già in linea con gli standard di Basilea 3 sul capitale;
– confermata la qualità dell’attivo: costo del credito1 a 0,34%, sofferenze nette su impieghi a 1% e rettifiche nette su crediti in deciso calo, -42,8% a/a;
– costi operativi2 in forte contrazione, -2,8%;
– significativo incremento della raccolta gestita, +12,2% a 16.889 milioni di euro;
– utile netto consolidato a 78 milioni di euro (-12,2% a/a), in linea con il piano triennale 2010–2012, influenzato da accantonamenti riconducibili quasi interamente ad un contenzioso di natura fiscale; dividendo proposto di 0,10 euro per azione, +25% rispetto a 0,08 euro del 2009.
Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato in data odierna i risultati individuali e consolidati del 2010 che saranno sottoposti all’assemblea degli azionisti convocata per il 27 aprile 2011.
Il direttore generale di Credem Adolfo Bizzocchi presenterà i dati del 2010 alla comunità finanziaria oggi martedì 22 marzo alle ore 16 nel corso di una conference call.
“Abbiamo chiuso il 2010 con un’importante crescita dei prestiti ai clienti”, ha commentato Adolfo Bizzocchi direttore generale di Credem, “dato che ritengo particolarmente significativo poiché dimostra la capacità della banca di sostenere le famiglie ed il tessuto produttivo, con indicatori di solidità patrimoniale e di qualità del credito ai vertici del sistema che ci consentono di guardare al futuro con serenità anche in un contesto economico – finanziario ancora incerto come quello attuale. L’utile netto, pur avendo segnato una flessione rispetto all’anno precedente riconducibile alla presenza di accantonamenti straordinari assenti nel 2009”, ha aggiunto Bizzocchi, “risulta in linea con gli obiettivi del piano triennale presentato a inizi 2010 e ci consente di proporre un dividendo in crescita rispetto all’anno scorso; tali risultati evidenziano un percorso di crescita organica e di qualità in linea con la nostra mission di creare valore sostenibile nel tempo”.
Il Gruppo Credem a fine 2010 conferma il sostegno a famiglie ed imprese con una crescita degli impieghi del 7,7% a 18,9 miliardi di euro, la qualità del credito, con costo del credito1 a 0,34% e crediti in sofferenza, al netto delle rettifiche, pari all’1% del totale degli impieghi e la solidità patrimoniale, con un core Tier 1 a 8,6%. Il Gruppo è già in linea con gli standard di Basilea 3 sul capitale.
L’utile netto consolidato a fine 2010 è pari a 78 milioni di euro rispetto a 88,8 milioni di euro a fine 2009 (-12,2%), in linea con il piano triennale presentato a gennaio 2010 ed influenzato da accantonamenti prevalentemente riconducibili ad un contenzioso in ambito fiscale. All’assemblea degli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,10 euro per azione, in crescita del 25% rispetto a 0,08 euro del 2009. La cedola sarà messa in pagamento a partire dal 19 maggio 2011 con stacco 16 maggio 2011; il monte dividendi complessivo ammonta a 33,2 milioni di euro.
Risultati economici consolidati
Il margine di intermediazione si attesta a 962,5 milioni di euro rispetto a 948,6 milioni di euro fine 2009 (+1,5% a/a).
In particolare il margine finanziario3 è in crescita del 4% a 448,4 milioni di euro rispetto a 431,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2009 nonostante l’ulteriore riduzione dei tassi di interesse avvenuta nel corso dell’anno. L’incremento è dovuto al positivo contributo di strategie di protezione dalla discesa dei tassi stessi ed al riposizionamento delle fonti di finanziamento a seguito di scadenze obbligazionarie istituzionali.
Il margine servizi4 è pari a 514,1 milioni di euro rispetto a 517,5 milioni di euro a fine 2009 (-0,7%) influenzato dall’incertezza e dalla volatilità dei mercati, in particolare per quanto riguarda i proventi da trading e copertura. Da registrare, tuttavia, l’apporto positivo della movimentazione di un portafoglio titoli governativi italiani e la significativa rivalutazione delle quote, detenute in proprietà, del fondo Credem Venture Capital. Per quanto riguarda le commissioni, è da registrare un recupero dei proventi derivanti dai servizi bancari e dalla gestione ed intermediazione. Quest’ultimo ambito, in particolare, ha positivamente risentito dello sviluppo del risparmio gestito e del riposizionamento di attività monetarie in altre categorie d’investimento. Nel dettaglio, le commissioni relative alle gestioni individuali sono cresciute del 9,4%, alle gestioni collettive del 23,8%, ai prodotti assicurativi del 28,7%. Analogo andamento hanno registrato i ricavi del collocamento di strumenti finanziari (+26,1%), grazie in particolare a quelli relativi a prodotti gestiti di case terze.
I costi operativi2 sono in contrazione del 2,8% a 643,2 milioni di euro rispetto a 661,8 milioni di euro di fine 2009. Nel dettaglio le spese amministrative sono in diminuzione del 5% a/a, ed ammontano a 217 milioni di euro. Le spese per il personale sono pari a 426,2 milioni di euro (-1,7% a/a).
Il cost/income5 è pari a 66,8% rispetto a 69,8% a fine 2009.
Il risultato lordo di gestione è in crescita dell’11,3% e si attesta a 319,3 milioni di euro rispetto a 286,8 milioni di euro dello stesso periodo del 2009. Gli ammortamenti sono pari a 28,8 milioni di euro rispetto a 29,5 milioni di euro a fine 2009 (-2,4%).
Il risultato operativo è in progresso del 12,9% a 290,5 milioni di euro rispetto a 257,3 milioni di euro nello stesso periodo del 2009.
Gli accantonamenti per rischi ed oneri ammontano a 56,7 milioni di euro (0,4 milioni di euro nello stesso periodo del 2009). Tale posta è stata influenzata prevalentemente dalla presenza di accantonamenti che fronteggiano potenziali rischi non creditizi, riconducibili ad un contenzioso fiscale con l’Agenzia delle Entrate. Le rettifiche nette di valore su crediti sono pari a 62,1 milioni di euro (-42,8% rispetto a 108,5 milioni di euro a fine 2009) in deciso calo anche per i parametri di forte rigore utilizzati nel 2009 nella definizione delle svalutazioni. Da segnalare inoltre che, a partire dal presente esercizio, nella quantificazione della svalutazione collettiva è stato esteso all’intero comparto creditizio l’utilizzo dei parametri di rischio desunti da modelli interni validati, o per i quali sono in corso le attività funzionali alla richiesta di validazione all’Organo di Vigilanza.
Il saldo delle componenti straordinarie è pari a -3,4 milioni di euro (14,4 milioni di euro a fine 2009).
L’utile ante imposte risulta pari a 168,3 milioni di euro, +3,4% rispetto a 162,8 milioni di euro nello stesso periodo del 2009.
Le imposte sul reddito sono pari a 90,2 milioni di euro (+22,1% rispetto a 73,9 milioni di euro a fine 2009).
L’utile netto consolidato è pari a 78 milioni di euro rispetto a 88,8 milioni di euro a fine 2009 (-12,2%).
Il Roe consolidato a fine 2010 si attesta a 4,3% (5% nel 2009).
Aggregati patrimoniali consolidati
La raccolta da clientela del Gruppo Credem, a fine 2010, è pari a 57.499 milioni di euro, -1,3% rispetto a 58.278 milioni di euro dello stesso periodo del 2009.
La raccolta diretta6, al netto dei pronti contro termine, è pari a 16.188 milioni di euro rispetto a 17.928 milioni di euro a fine 2009 (-9,7%). La raccolta diretta, compresi i pronti contro termine, è pari a 16.250 milioni di euro contro 18.086 milioni di euro a fine 2009 (-10,2%), a seguito della scadenza di emissioni obbligazionarie istituzionali ed al riposizionamento di attività finanziarie della clientela su forme differenti di investimento. Nel dettaglio i depositi sono pari a 12.668 milioni di euro (14.080 milioni di euro nello stesso periodo del 2009). Il comparto obbligazionario e subordinati è pari a 3.520 milioni di euro (3.848 milioni di euro a fine 2009); i pronti contro termine si attestano a 62 milioni di euro rispetto a 158 milioni di euro nello stesso periodo del 2009.
La raccolta assicurativa6 cresce del 5,9% a 2.448 milioni di euro rispetto a 2.312 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Si è mantenuta soddisfacente la propensione verso investimenti finanziari a capitale protetto, in sensibile ripresa la domanda di prodotti di carattere finanziario.
La raccolta indiretta7 cresce del 2,4% a 38.801 milioni di euro rispetto a 37.880 milioni di euro a fine 2009. Nel dettaglio, la raccolta gestita è in aumento del 12,2% e si attesta a 16.889 milioni di euro rispetto a 15.051 milioni di euro nello stesso periodo del 2009, con una produzione netta di 322 milioni di euro. Il progresso ha riguardato, in particolare, le gestioni patrimoniali, i prodotti di case terze e quelli di natura assicurativa. Nello specifico le gestioni patrimoniali sono pari a 4.978 milioni di euro (+15,7% a/a) e i fondi comuni di investimento e Sicav sono pari a 8.896 milioni di euro (-1,5% a/a). Per quanto riguarda le classi di prodotto, la discesa dei rendimenti monetari ha favorito la domanda di investimenti dalle migliori prospettive reddituali, in particolare obbligazionari e flessibili. La raccolta amministrata è pari a 21.912 milioni di euro, rispetto a 22.829 milioni di euro a fine 2009 (-4%).
Gli impieghi verso la clientela sono in crescita del 7,7% a 18.884 milioni di euro rispetto a 17.536 milioni di euro a fine 2009. Il credito a breve termine ha risentito delle condizioni di contesto ma ha registrato segnali di ripresa nell’ultima parte dell’anno. Il progresso ha riguardato soprattutto il mercato corporate (+10,9%), e, in tale ambito, si è maggiormente concentrato nel segmento middle (+18,1%). Sostanzialmente stabile il credito a breve termine agli operatori di small business (+0,3%). Il credito a medio lungo termine invece ha mantenuto ritmi di sviluppo rilevanti sia verso la clientela privata (+6,9%), sia verso la clientela corporate (+7,5%). I mutui ipotecari alle famiglie, in particolare, registrano consistenze per 5.845 milioni di euro (+5,6%) con flussi erogati pari a 1.014 milioni di euro.
Le sofferenze nette su impieghi, a fine 2010, si attestano a 1% rispetto a 0,8% nello stesso periodo del 2009. I crediti problematici totali netti sono pari a 523,4 milioni di euro (466,4 milioni di euro nello stesso periodo del 2009) e rappresentano il 2,77% del totale degli impieghi. L’esercizio 2010 ha risentito positivamente dei criteri di massimo rigore utilizzati nel 2009, sia nella classificazione delle posizioni creditizie, sia nella valutazione delle previsioni di recupero. Al riguardo, da sottolineare che l’incremento degli aggregati problematici segna un significativo rallentamento rispetto agli esercizi precedenti, sia in termini assoluti sia relativi.
Il costo del credito1, a fine 2010, è pari a 0,34%, in forte riduzione rispetto a fine 2009 (0,62%).
Il core Tier 1 capital ratio si attesta a 8,6%. Il Total capital ratio è pari a 11,3%.
A fine 2010 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 563 filiali, 43 centri imprese, 53 negozi finanziari. I dipendenti sono 5.544, i promotori finanziari con mandato 885 e 212 gli agenti finanziari Creacasa.
Il direttore generale di Credem, Adolfo Bizzocchi, presenterà i risultati oggi martedì 22 marzo alle ore 16 nel corso di una conference call che potrà essere seguita in modalità webcast, con avanzamento sincronizzato delle slide, collegandosi al sitowww.credem.it sezione Investor Relations oppure chiamando, 10 minuti prima dell’orario di inizio previsto, i seguenti numeri: +39 06 8336 0549 (dall’Italia e altri paesi), +44 (0)20 7138 0832 (da Regno Unito), e +1 718 354 1153 (da Stati Uniti). La conference call sarà disponibile sia in italiano sia in inglese. Dopo aver composto il numero sarà possibile scegliere la lingua indicando il codice di conferma 9037904 per l’italiano e 4711501 per l’inglese.
Evoluzione prevedibile della gestione
Le prospettive reddituali del Gruppo si basano su differenti tendenze: la contrazione della contribuzione finanziaria, positiva nella componente clientela ma condizionata dalle più stringenti ed onerose necessità di funding indotte anche dall’evoluzione normativa in atto, l’ulteriore miglioramento del contributo commissionale, la sostanziale stabilità dei costi operativi e la fisiologica crescita del costo del credito. In tale scenario, la gestione economica caratteristica non dovrebbe registrare sostanziali modifiche rispetto al 2010.
Altre informazioni
L’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di verifiche mirate, a livello nazionale, volte ad individuare operazioni di finanza aziendale che abbiano generato crediti per imposte pagate all’estero; le contestazioni riguardano, sostanzialmente, asimmetrie impositive tra le giurisdizioni fiscali di diversi Paesi.
Le operazioni oggetto di verifica riguardano il periodo 2004-2008 e sono state contestate mediante distinti processi verbali di constatazione, notificati nel corso del 2009 e del 2010 a Credito Emiliano, Abaxbank e Banca Euromobiliare.
In considerazione del fatto che le contestazioni delle citate indagini mirate da parte dell’Agenzia delle Entrate sono state prevalentemente sviluppate nella prospettiva dell’“abuso del diritto”, in relazione al quale l’orientamento della giurisprudenza di legittimità è assai contrastato, il Gruppo sta valutando l’adozione di ipotesi transattive. Occorre, infatti, tenere presente che la materia è stata recentemente oggetto di interpretazioni giurisprudenziali che hanno attribuito al principio un campo di applicazione ben più ampio di quello della norma antielusiva recata dall’art. 37-bis, D.P.R. n. 600/1973, e, quindi, implicitamente, di esito molto più incerto nei giudizi di merito.
Nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio operato in relazione a tutte le fattispecie contestate, e nonostante siano in discussione presso le Commissioni Parlamentari cinque disegni di legge volti a definire la materia, si è ritenuto comunque opportuno considerare, in alternativa alla prosecuzione del contenzioso, anche l’ipotesi di definizione transattiva delle controversie, attivando un confronto con l’Agenzia delle Entrate. Questo soprattutto al fine di evitare la prosecuzione del contenzioso, in considerazione dell’incertezza del relativo esito, anche in termini di durata, e dell’elevata incidenza della componente sanzionatoria, modulata nella misura massima applicabile.
A dicembre 2010 è stato approvato il progetto di fusione per incorporazione di Abaxbank in Credem. L’operazione, già autorizzata dall’Organo di Vigilanza, avrà effetto civilistico dal 26 marzo 2011.
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Paolo Tommasini dichiara ai sensi del comma 2 dell’art. 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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