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Fotovoltaico si, la politica mantenga gli impegni!

di admin
E’ rovente in questi giorni la polemica che ha occupato i giornali e che ha creato sconcerto tra moltissimi imprenditori piccoli e grandi che avevano puntato sul fotovoltaico.

Il troppo successo degli incentivi ha decretato la fine della pacchia. Ma non  può decretare la fine della politica di sostituzione delle energie consumabili con quelle rinnovabili. L’aria è irrespirabile, i costi pagati all’estero per il petrolio  hanno creato problemi geopolitici immani, l’Italia ha una possibilità di recuperare il gap energetico con il fotovoltaico, prima e meglio che rispetto al nucleare. Tutti i programmi che prevedevano il raggiungimento delle soglie previste dalla Ue per il raggiungimento di una importante parte di energia prodotta con le rinnovabili sono stati bruciati. Quello che doveva essere raggiunto entro il 2020 fra dieci anni sarebbe stato raggiunto in tempi brevissimi. Se si continuasse così, con la capacità di riconversione dell’industria italiana, potremmo tranquillamente fare a meno del nucleare in breve tempo.  I numeri dicono questo. Si controbatte che in Italia abbiamo i contributi più favorevoli rispetto alla UE! Che male c’è se una volta tanto sviluppiamo in casa  quello che gli altri vogliono venderci? Si dice che lo pagano gli utenti in  bolletta! Se è per quello in bolletta paghiamo contributi per storici disastri, questo almeno ci dovrebbe salvare. Se il nucleare partirà, lo pagheremo in  bolletta e con rischi infiniti. In Italia, senza andare a distogliere terreni  coltivati, abbiamo intere regioni che hanno tetti e lastrici e terreni  abbandonati per milioni di mq, (per non parlare del vento), che potrebbero produrre più dei TeraWatt di potenza che oggi consumiamo da combustibili consumabili (la prova è stato il raggiungimento, in  pochi anni e  con dieci anni di anticipo, di un limite che pareva impensabile pochi anni fa) e che dà lavoro e potrebbero dare lavoro ad altre migliaia di persone, forse a centinaia di  migliaia di persone, tecnici ed artigiani. La tecnologia poi dovrebbe continuare ad esser incentivata sistematicamente, allora si che vedremo il genio italico al lavoro, non per fregare lo Stato. Alleveremo professionalità fatte in casa, con i proventi che restano in casa, con l’aria pulita che resta in casa! Non  manderemo più proventi a vantaggio di multinazionali o Stati esteri o di speculatori. Invece fenomeni speculativi e truffe e gli imbrogli ce ne sono già stati: questo è il solito problema! Uno truffa, mille pagano! Si controlla poco e male;  mancando i controlli, ecco i soliti italioti, truffare lo Stato, tentare di  approfittare dei  benefici di chi rischia e si ingegna!  Ed allora la soluzione non sta nell’imbrigliare questa forza della natura che è il sole, ma di maggiori controlli con una apposita autorità pagata dai minori i contributi o dai produttori; fissando i contributi per regioni o per dimensioni, onde ridurre le speculazioni; controllando i produttori specie quelli extraUE. Agevoliamo, invece, ancora, gli impianti a dimensione piccola (da 200 Kwh in giù) ed in  modo più accentuato delle progressioni attuali in quanto questi teoricamente coinvolgendo migliaia di persone, non offrono grandi spazi di utile con comprare complicità. Non blocchiamo il recupero energetico sulle case e sui capannoni, nei parcheggi, la  dove c’è un costruito, e limitatamente a quello. Anzi, i piccoli impianti fino a 6 Kw dovrebbero essere liberalizzati  completamente, lasciando ai tecnici locali le valutazioni per l’impatto ambientale nei centri storici ed eventualmente escludendo solo i monumenti storici di pregio. Governo, su questo, non sul bunga bunga, ti giochi, la credibilità.

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