Nuova norma sul part-time: 293 imprese sono fuori regola
di adminImprese edili e assunzioni “mascherate” da part-time: il cerchio si stringe. Dal primo gennaio è in vigore una norma che impone che solo il 3% del personale possa essere assunto a tempo parziale.
Stando alla nuova norma delle 1786 aziende iscritte alla Cassa Edile 293 non sono in regola relativamente a 511 lavoratori.
“Fortunamente la norma non è retroattiva – commenta il presidente della Cassa Edile di Verona, Renzo Begalli – ma tali imprese, di certo non possono procedere ad ulteriore impiego di personale part-time”.
La nuova norma prevede che, una volta superato il limite, l’assunzione di personale “a mezzo servizio” sia considerata come un’assunzione a tempo pieno, con il relativo carico contributivo: quindi il doppio. Inoltre la Cassa Edile non concederà il Durc, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, indispensabile attestato per poter operare, sia nel settore pubblico che in quello privato.
“La norma rappresenta di fatto un ulteriore giro di vite per la prassi di alcune imprese – aggiunge Begalli – di contenere regolarizzare parzialmente il lavoratore per garantirgli le adeguate tutele, contenendo però i costi del lavoro. Un sistema che va a discapito del lavoratore stesso, che è tutelato, ma non come un lavoratore a tempo pieno, e delle aziende che rispettano le regole. Una concorrenza sleale che, di fatto, droga un mercato già in affanno”.
Una prassi sempre meno diffusa: se a dicembre 2007 gli operai iscritti a part-time erano 1235, nello stesso mese del 2008 sono diventi 1205 per poi scende a 909 a fine 2009 e a 688 lo scorso dicembre.
“Il calo sensibile dei part-time rappresenta una presa di coscienza che la tutela del lavoro è un diritto per il lavoratore e un fattore competitivo, oltre che un dovere, per l’impresa, prima di tutto – commenta il neo-vicepresidente Stefano Facci – Non va dimenticato però che il tempo parziale rappresenta un sistema di organizzazione del lavoro funzionale all’assunzione di particolari categorie di lavoratori come quelli particolarmente specializzati. E’ il caso dei restauratori, dei lavoratori di quarto livello e dei pensionati, per i quali non vale, infatti la norma”.
Stefano Facci, presidente della sezione edili della Cgil, si è insediato da poche settimana alla vicepresidenza della Cassa, che, in quanto ente paritetico, riserva la “poltrona” n.2 ai sindacati. Succede a Mario Ortombina, segretario Filca Cisl, cui va il ringraziamento della Cassa Edile per l’importante lavoro di rappresentanza svolto in piena sintonia e collaborazione con i vertici.
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