Cerimonia scoprimento lapide in memoria del centro di raccolta profughi Giuliano-Dalmati di Verona
di adminErano presenti il Prefetto Perla Stancari, il Rettore dell’Università Alessandro Mazzucco, l’assessore provinciale alla Cultura Marco Ambrosini, l’assessore alle Pari opportunità del Comune Vittorio Di Dio, il presidente del Comitato provinciale dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia Francesca Briani, il consigliere comunale Andrea Miglioranzi, le Autorità civili e militari della città e le Associazioni combattentistiche e d’arma. “Questa importante iniziativa – ha detto Fratta Pasini – permetterà di mantenere viva, anche nella nostra città, la memoria degli oltre 300 mila Istriani, Fiumani e Dalmati, che alla fine della seconda guerra mondiale furono costretti a lasciare la loro terra, la loro casa, i loro beni, con l’unica certezza di dover ricominciare daccapo la propria vita. La città di Verona, che allora si impegnò per allestire un centro di raccolta profughi nel chiostro San Francesco, partecipa oggi con orgoglio allo scoprimento di questa lapide che ricorda tutte le famiglie che qui trovarono dimora per oltre un decennio”. Queste le parole incide sulla lapide posta dal Comitato provinciale di Verona dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: “Per molti anni dopo la seconda Guerra mondiale questo chiostro segnato come tutta la città di Verona dalle rovine dell’immane conflitto offrì disagiata ospitalità a numerose famiglie d’italiani esuli dalle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia cedute a seguito del Trattato di Pace sottoscritto a Parigi il 10 febbraio 1947”. Le celebrazioni per la Giornata del Ricordo sono proseguite, alle 10.30, al cimitero Monumentale, dove si è tenuta la Santa Messa e, a seguire, la cerimonia commemorativa con la deposizione di una corona al "Monumento delle Vittime delle Foibe, degli esuli deceduti lontani dalla loro terrà d’origine e di tutti i Defunti rimasti".
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