Respinta mozione della minoranza contro “trasformazione del rapporto di lavoro degli insegnanti delle scuole dell’infanzia”
di adminIl documento impegnava l’Amministrazione a rinunciare alla scelta di modificare il regime contrattuale e il rapporto di lavoro degli insegnanti delle scuole dell’infanzia comunali; di garantire la qualità del servizio nella forma attuale e, se possibile, migliorarlo senza con questo peggiorare le condizioni di lavoro, i livelli salariali e previdenziali del personale interessato; di mantenere relazioni corrette con tutte le organizzazioni sindacali. Sulla modifica dei contratti degli insegnanti delle scuole dell’infanzia, prima dell’inizio del Consiglio comunale straordinario, l’Ufficio di presidenza dei Capigruppo ha incontrato i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals. In merito alla mozione, per i consiglieri del gruppo del PD, primi firmatari del documento, “sembra che all’Amministrazione comunale interessi maggiormente pareggiare i conti del bilancio e recuperare più di 40 insegnanti da utilizzare per le supplenze che non garantire la qualità del servizio e tenere alte le motivazioni che spingono gli insegnanti a portare avanti un lavoro giudicato oggi d’eccellenza. Scegliere di investire nella formazione ed educazione dei bambini e dei giovani significa prevenire una serie di problematiche che la società prima o dopo dovrà affrontare. Tutto oggi sembra improvvisato e inaspettato, sia il problema emerso che la sua risoluzione”. “La Giunta – ha spiegato l’assessore al Personale – partendo da un dato oggettivo, la comunicazione del Ministero dell’Interno del 2002, ha chiesto un parere all’Aran ed oggi intende adempiere all’obbligo di modifica del contratto di lavoro, per non rischiare un danno erariale di un milione e mezzo di euro”. “Garantiremo la continuità del trattamento economico – ha spiegato il Sindaco di Verona – in quanto la modifica che si prospetta è solamente quella dell’orario di lavoro frontale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, che passerà da 25 a 30 ore. Rispetto ai colleghi del resto d’Italia gli insegnanti veronesi a pari ore lavorate percepiranno uno stipendio maggiore. Attendiamo comunque il parere del Ministero della Funzione pubblica dopodiché valuteremo come agire. Rispetto a chi vuole fare campagna elettorale su questo tema, sono disponibile a ritornare in aula se verrà portata in Consiglio dall’opposizione una proposta di delibera con la quale i consiglieri si assumeranno la responsabilità anche erariale”. SINTESI DEL DIBATTITO. Per il gruppo dei Comunisti italiani: “Ancora una volta l’Amministrazione fa politica sui giornali invece di chiedere un confronto con i lavoratori, i sindacati e le forze politiche della città. C’è la volontà da parte della Giunta comunale di non portare avanti un progetto chiaro sull’istruzione. Siamo di fronte ad un indebolimento della scuola materna e degli asili, situazione grave che non viene affrontata dalla maggioranza nelle sedi competenti”. “Invitiamo l’opposizione a ritirare questa mozione – hanno detto i consiglieri del gruppo di Forza Italia – in quanto afferma il falso: nessuno mette in discussione l’attuale qualità del servizio e la condizione economica dei lavoratori. Assurde le dichiarazioni di chi afferma che il problema è emerso in maniera inaspettata, la comunicazione del Ministero è del 2002. Lo stesso programma dell’Amministrazione Zanotto prevedeva la modifica del contratto insegnanti delle scuole materne e il passaggio dal contratto statale a quello comunale con ampliamento dell’orario”. Per i consiglieri del gruppo del PD: “Non si può pensare di risolvere un problema così complesso con un atto unilaterale senza un tavolo di confronto. Così come è inutile che ci venga detto che l’unico obiettivo è quello di seguire le indicazioni del Ministero quando la problematica è emerso nel periodo dei tagli di bilancio e della mancanza di supplenti: questa è un’operazione di tipo economico. L’Amministrazione ispirata da quanto succede a livello nazionale, non solo taglia sulla scuola ma fa di peggio, va a intaccare anche gli asili. Se le scuole diventano un problema sul quale dover far quadrare i conti sarà un disastro per la società che avrà dei danni incredibili. La specificità del servizio di chi opera con i bambini non può essere annullata equiparando il lavoro degli insegnanti a quello di un impiegato comunale. Non intendiamo ritirare la mozione, ma anzi la voteremo assumendoci le responsabilità di questa scelta”. “Attualmente – hanno spiegato i consiglieri del gruppo di AN – solo Verona, Firenze, Bologna e Genova non hanno ancora modificato il contratto degli insegnanti delle scuole materne. Prima di assumere decisioni politiche dobbiamo capire se è vera l’obbligatorietà dell’adeguamento dei contratti in base alle norme nazionali, se avversiamo in una condizione di illegittimità e quali sarebbero le conseguenze se non attuassimo la modifica dei contratti”. Per i consiglieri della Lista Tosi: “cambiare il contratto non mette in discussione la qualità del servizio delle scuole materne e l’importanza del lavoro degli insegnanti che oggi garantiscono una prestazione d’eccellenza. Quasi tutte le altre città d’Italia hanno già affrontato questo problema e sono la chiara dimostrazione che la modifica contrattuale non corrisponde ad un peggioramento dell’offerta formativa”. “È importante partire dall’analisi del servizio attuale delle scuole dell’infanzia – ha detto il gruppo consiliare di Verona civica – per capire quelle che devono essere la priorità. La Giunta dovrà garantire, con un contratto adeguato, i diritti che gli insegnanti hanno acquisito fino ad oggi. Per quanto riguarda la modifica delle ore di lavoro, ricordo che in base al Regolamento spetta al Consiglio comunale e non alla Giunta decidere le modalità di svolgimento del servizio”. Il Consiglio comunale, in seduta ordinaria, ha successivamente approvato, con 26 voti favorevoli e 1 astenuto, la delibera di “Esclusione di alcune tipologie merceologiche dalla fiera di Santa Lucia”. Il documento, modificando la scheda 5 del Piano del commercio sulle aree pubbliche, prevede che, “a partire dall’edizione 2012, non possano essere vendute nell’ambito della fiera di Santa Lucia le seguenti merceologie: ferramenta e utensileria, ricambi per auto ed elettrodomestici, articoli per la pulizia della casa, articoli di abbigliamento di squadre di calcio e di altri sport, supporti audio-video non preregistrati (dischi, cd, musicassette, videocassette, ecc.), calzature, ad eccezione di pantofole per la casa, biancheria intima, ad eccezione di quella ispirata al periodo natalizio o alla tradizione di San Silvestro”. Inoltre stabilisce “il trasferimento, alla scadenza decennale delle concessioni, dei posteggi eccedenti il numero di 250, dalla Piazza Bra in sedi diverse”. “Questo documento – ha spiegato l’assessore al Commercio – ha come scopo il riordino di piazza Bra. Dopo l’uniformazione delle strutture dei banchi, andremo a modificare la merceologia venduta e a ridurre il numero dei banchetti da 346 a 250”. Per il gruppo di Verona civica “l’Amministrazione non ha il coraggio di cambiare tutto il Regolamento della tradizionale fiera e no ha la volontà di recuperare l’originario senso del gioco e del regalo di Santa Lucia”. Approvata infine all’unanimità, con 25 voti a favore, la mozione presentata dalla maggioranza che impegna il Sindaco e la Giunta “ad attivare in tempi brevissimi un tavolo per individuare delle forme di tutela del Quartiere Catena,affinché vengano garantiti dei posti auto per i residenti; a garantire in Borgo Trento un maggiore e più costante controllo da parte della Polizia Municipale contro il parcheggio selvaggio; a garantire,una volta realizzato il parcheggio di Forte Procolo,l’entrata e l’uscita degli autoveicoli e dei bus navetta su via Pancaldo; a fare in modo che, nel riqualificato Forte Procolo, vengano realizzali anche degli spazi pubblici a servizio del quartiere”.
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