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VIVERE BENE

di admin
Andare ai tropici e mangiare ostriche ed aragoste appena pescate.

Scendere in battello lungo le rive del Don e pasteggiare a bordo con caviale su una sfoglia di sfarinata di segale mongolo e bollicine del Collio;
trastullarsi  sulle onde di un atollo alla luce della luna cavalcando  una testuggine marina;
calpestare un ghiacciaio  perenne dopo una bufera uscendo da un caldo rifugio e sentire le sferzate del gelo stringere i pori della pelle fino all’insensibilità.
E’ questo  vivere bene le prossime vacanze o è la ricerca continua dei limiti  dell’esistenza, è cercare l’assoluto  nel terreno o è ripetere gestualità e riti  antichi che  nel ricordo del passato offrono una proiezione nel futuro. I guai  dimenticati dal benessere, da guai  maggiori, dall’acefalia  momentanea  assoluta  sono momenti di  futuro benessere incompreso? Andiamo in vacanza, guardiamo  la società  vivente  e quella  immota: è l’unica cosa  che abbiamo sotto i nostri  affilatissimi sensi, il resto, quello di  cui dicono è meno importante, c’è ma non  inteferisce, scruta  ed osserva ma non può scalfire la benemerita pace  interiore  che solo talvolta possiamo gustare  per lunghissimi istanti. Questo  è “vivivere  bene”, è vivivere due volte per sé e con l’aura che ci circonda.

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