Sfera colorata con strisce su sfondo bianco
Un tocco di colore in uno spazio minimalista. Una piccola sfera arcobaleno cattura lo sguardo.
Gabriele Posenato, Presidente Cantina di Soave
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Voci veronesi dal Vinitaly, Cantina di Soave: innovazione, sostenibilità e nuovi stili di consumo

di Redazione
A Vinitaly 2026 il presidente Gabriele Posenato traccia un bilancio positivo della manifestazione e guarda al futuro con apertura verso vini low e zero alcohol, sostenibilità e un’offerta capace di intercettare tutti i gusti dei consumatori.

La Cantina di Soave si conferma protagonista della 58ª edizione di Vinitaly, distinguendosi per una strategia orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla capacità di rispondere ai nuovi trend di consumo. Il presidente Gabriele Posenato racconta un’edizione particolarmente proficua della fiera e sottolinea l’importanza di mantenere un approccio positivo nonostante le incertezze del contesto internazionale.

Presidente, siamo giunti al termine di questa cinquantottesima edizione: che bilancio fa?

Per noi si tratta di una bella edizione di Vinitaly, perché abbiamo avuto tantissime visite, ma soprattutto quelle importanti, che permettono di creare accordi e di vendere il prodotto. In particolare, c’è stato grande interesse per le nostre proposte innovative, pensate per un pubblico giovane e attente alla sostenibilità, come i vini low alcohol, che rappresentano una delle direzioni richieste dal mercato.

Il low alcohol può davvero rappresentare una frontiera possibile per il futuro del vino?

Dobbiamo essere aperti a tutte le possibilità. Se a qualcuno piace lo zero alcohol, dobbiamo essere in grado di offrirlo; se invece si apprezza il low alcohol, purché sia fatto bene, ha sicuramente un suo spazio. Allo stesso tempo, al consumatore tradizionalista continueremo a proporre i vini che ci hanno sempre contraddistinto, cercando però di introdurre formule nuove, innovative e diverse.

Cantina di Soave come sta affrontando questo periodo complesso anche a causa del contesto internazionale?

È vero che c’è molta negatività e quando il clima generale è incerto si è meno propensi a stappare una bottiglia di vino. Non possiamo intervenire direttamente su alcune dinamiche internazionali, come l’aumento dei costi energetici, che continueranno probabilmente a incidere anche in futuro. Tuttavia, se riusciremo a trasmettere positività, e se anche il contesto generale farà lo stesso, il vino non potrà che trarne beneficio.

La Cantina di Soave dispone di un ampio ventaglio di prodotti: questa diversificazione rappresenta un punto di forza?

Sicuramente sì. Offriamo una gamma che spazia dal vino leggero da tutti i giorni a quelli più importanti, passando per le innovazioni come i nuovi spritz, che stanno riscuotendo grande successo, fino ai vini della Valpolicella, come Amarone e Ripasso, e al Soave Classico. Questa diversificazione ci permette di intercettare gusti differenti e di affrontare con maggiore solidità anche i momenti più complessi del mercato.

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