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Un tocco di colore in uno spazio minimalista. Una piccola sfera arcobaleno cattura lo sguardo.
Caterina Sofia Mastella Allegrini - Marilisa Allegrini (2)
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Voci veronesi dal Vinitaly, Gruppo Marilisa Allegrini: territorio e ospitalità per raccontare il vino

di Redazione
A Vinitaly 2026 Caterina Sofia Mastella Allegrini traccia un bilancio positivo della manifestazione e presenta le strategie del gruppo, tra nuovi prodotti, valorizzazione del territorio veronese ed esperienze di enoturismo.

Nel panorama della 58ª edizione di Vinitaly, il Gruppo Marilisa Allegrini si distingue per una visione che unisce tradizione, innovazione e valorizzazione culturale del territorio. Attraverso le sue aziende – Villa della Torre, Poggio al Tesoro e San Polo – il gruppo porta avanti un progetto che integra produzione vitivinicola, ospitalità ed esperienze immersive. A raccontarlo è la vicepresidente e direttrice marketing Caterina Sofia Mastella Allegrini, che evidenzia come il vino rappresenti non solo un prodotto, ma un vero e proprio racconto del territorio.

Siamo giunti al termine di questa cinquantottesima edizione di Vinitaly: qual è il vostro bilancio?

Il nostro bilancio è molto positivo, perché abbiamo incontrato numerosi clienti sia italiani sia, soprattutto, provenienti dai mercati esteri. Vinitaly rappresenta sempre un’occasione importante: tutti vengono a Verona e abbiamo la possibilità di raccontare ciò che stiamo facendo, presentare i cambiamenti e i nuovi prodotti. Si è creato un clima di entusiasmo e di voglia di intraprendere nuove strade insieme.

Ci sono molte sfide all’orizzonte. Quali strategie state adottando per affrontare questo periodo e quali novità caratterizzano il vostro gruppo?

Con Villa della Torre, la nostra azienda in Valpolicella, proponiamo due linee principali: una che comprende il Valpolicella Classico Superiore e l’Amarone, prodotti con uve provenienti dal Brolo che circonda la villa, e la linea “Past and Valleys”, interamente veronese, che unisce Soave, Valpolicella e Lugana, abbracciando tutto il territorio attorno a Verona. Da quest’anno abbiamo introdotto anche un nuovo Ripasso, realizzato con il metodo storico, con un rapporto uno a uno tra il Valpolicella fresco e le vinacce dell’Amarone. Inoltre, stiamo proponendo per questa linea una gradazione alcolica più bassa, intorno ai 12,5 gradi, per anticipare e soddisfare le nuove tendenze di mercato.

Il gruppo è particolarmente attento anche agli aspetti culturali e all’enoturismo. Qual è il ruolo di queste attività nella vostra strategia?

Con Villa della Torre abbiamo sviluppato un’importante offerta di ospitalità, con dieci camere dedicate all’accoglienza degli ospiti. Abbiamo inoltre aperto “Spazio Te”, il bistrot di Palazzo Te a Mantova, con l’obiettivo di far vivere il vino come un’esperienza completa. Non si tratta semplicemente di aprire una bottiglia, ma di conoscere la cultura del territorio e la storia che si cela dietro ogni vino. L’idea è quella di riunire tutti questi elementi in un unico racconto, coinvolgendo anche le altre aziende del gruppo.

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