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Turismo, a febbraio 573mila visitatori nel centro di Verona: quasi 100mila nel weekend olimpico

di Matteo Scolari
Crescono gli stranieri e l’occupazione alberghiera supera l’85% nel centro storico durante l’evento in Arena. Confcommercio e Destination Verona & Garda Foundation: ora puntare su congressi, fiere e turismo business.

Febbraio conferma l’attrattività turistica di Verona, con 573mila visitatori registrati nel centro storico, all’interno dell’ansa dell’Adige. Il dato, rilevato dal sistema di monitoraggio di Confcommercio Verona in collaborazione con VeronaUp, risulta leggermente inferiore rispetto ai 586mila visitatori di gennaio, ma evidenzia comunque una presenza consistente, sostenuta anche da eventi di grande richiamo internazionale.

Il momento di maggiore afflusso è stato il weekend del 21 e 22 febbraio, quando in città si è svolta la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina in Arena: in quei due giorni sono stati registrati quasi 100mila visitatori nel centro cittadino.

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.
La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.

Uno dei segnali più significativi riguarda la crescita del turismo internazionale. I visitatori stranieri sono passati da 122mila a gennaio a 151mila a febbraio, confermando la forte attrattività della destinazione Verona sui mercati esteri. In testa alla classifica delle provenienze si colloca la Francia con 18.400 visitatori, seguita da Regno Unito (15.300), Austria (15.000), Stati Uniti (14.200), Spagna (12.000) e Polonia (8.700). Completano la top ten Romania (7.300), Hong Kong (4.700), Svizzera (4.400) e Brasile (3.900).

Dal punto di vista demografico, le fasce di età più rappresentate restano quelle tra 45 e 54 anni e tra 55 e 64 anni, seguite dai 25-34enni. Per quanto riguarda la capacità di spesa, si consolida il peso degli “high spending”, che rappresentano quasi un terzo dei visitatori, mentre i basso spendenti costituiscono la seconda categoria più numerosa con il 22% del totale.

«Il turismo continua a essere una leva fondamentale per la città di Verona, ma dovrà evolvere», sottolinea il direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso. «Accanto al segmento leisure, che rappresenta una ricchezza straordinaria per il territorio, dobbiamo rafforzare con decisione il turismo business, congressuale e fieristico. La capacità di attrarre eventi, meeting, convention e grandi appuntamenti professionali significa destagionalizzare i flussi, aumentare la qualità della spesa sul territorio e generare valore per tutto il sistema economico locale».

Il direttore Nicola Dal Dosso.

I dati relativi alla ricettività alberghiera confermano l’effetto positivo dei grandi eventi. Nel periodo 5–22 febbraio l’Osservatorio di Destination Verona & Garda Foundation ha registrato un tasso medio di occupazione alberghiera del 67,4%, in crescita di 8,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In occasione della cerimonia di chiusura olimpica, nel Comune di Verona l’occupazione alberghiera ha sfiorato l’80%, mentre nel centro storico ha superato l’85%.

Secondo Dal Dosso, eventi di grande visibilità internazionale come la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi rappresentano soprattutto una vetrina promozionale di lungo periodo per la città. «Gli effetti più rilevanti non si esauriscono nell’immediato, ma tendono a manifestarsi nel medio e lungo periodo, quando l’immagine di Verona rafforzata da questi appuntamenti si traduce in nuove scelte di viaggio e in ulteriori opportunità di attrazione turistica e congressuale».

Un ruolo centrale sarà svolto anche dal Convention Bureau della destinazione. «Il rafforzamento del Convention Bureau rappresenta uno degli assi strategici su cui stiamo lavorando», spiega Paolo Artelio, presidente della Destination Verona & Garda Foundation. «Verona ha tutte le caratteristiche per essere sempre più competitiva nel segmento congressuale e degli eventi professionali: una città riconosciuta a livello internazionale, infrastrutture fieristiche e aeroportuali importanti e un sistema di imprese dell’ospitalità di grande qualità».

Paolo Artelio.

Secondo Artelio, la sfida sarà mettere a sistema queste risorse per attrarre congressi, meeting e grandi eventi professionali, generando valore economico e visibilità per il territorio. In questo percorso diventa sempre più strategico anche il lavoro dell’Osservatorio turistico, che consente di analizzare con precisione l’andamento della domanda e orientare le strategie di sviluppo della destinazione su dati concreti e aggiornati.

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