Polo Vitivinicolo del Triveneto, un nuovo modello aggregativo sorge a Nordest
di Matteo ScolariIl vino del Nordest cambia scala e lo fa attraverso un modello di governance condivisa che mette insieme Consorzi di tutela, organismi di controllo e istituzioni. Con l’inaugurazione del Polo Vitivinicolo del Triveneto, avvenuta a San Vito in Tagliamento lo scorso 31 gennaio, prende forma il più grande sistema coordinato di tutela e certificazione del vino italiano, capace di presidiare circa il 30% dell’imbottigliato nazionale.

Al centro di questo passaggio strategico c’è il ruolo attivo del Consorzio Pinot Grigio DOC delle Venezie, guidato da Luca Rigotti, figura di riferimento del comparto non solo a livello nazionale ma anche europeo, in qualità di presidente del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca.
Il Polo nasce a compimento di un progetto avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società frutto dell’accordo tra Ceviq, Siquria e Valoritalia, e ospita oggi, nella nuova sede, alcuni tra i più importanti Consorzi italiani: Pinot Grigio DOC delle Venezie, Prosecco DOC, Friuli DOC e Friuli Grave DOC. Un’aggregazione che supera la semplice coabitazione fisica e diventa architettura di sistema, capace di rafforzare credibilità, trasparenza e valore economico delle denominazioni.

La portata del progetto è emersa con chiarezza durante il convegno “Costruire legami, costruire futuro”, che ha accompagnato l’inaugurazione ufficiale alla presenza di rappresentanti istituzionali nazionali e regionali. Ma è nella tavola rotonda dedicata al nuovo modello italiano tra qualità, controllo e mercato che si è delineata la visione di lungo periodo.
Nel suo intervento, Luca Rigotti ha collocato il Polo all’interno di una strategia più ampia di legittimazione territoriale e competitività internazionale del vino italiano. «Iniziative di collaborazione come il Polo Vitivinicolo del Triveneto sono oggi più che mai una strada importante da percorrere per fare sistema e presentarci con maggiore coesione, dinamicità e tematiche condivise», ha sottolineato. «Unire le forze per il bene comune è la chiave: il lavoro dei Consorzi insieme agli organismi di controllo e alle istituzioni va nella direzione della legittimazione di un territorio e di un prodotto».

Un concetto che assume un peso ancora maggiore se applicato a denominazioni di grandi volumi come il Pinot Grigio DOC delle Venezie, una delle DOP più rilevanti d’Europa, dove dimensione produttiva e responsabilità di sistema devono procedere di pari passo. In questo senso, Rigotti ha richiamato anche l’avvio di un Tavolo di lavoro interregionale del Pinot Grigio, che coinvolge le amministrazioni del Nordest, come ulteriore passo verso una gestione coordinata delle politiche di filiera.
Il cuore della visione espressa dal presidente del Consorzio riguarda però la sostenibilità, intesa non come slogan ma come fattore strutturale di competitività. «In questo scenario ci sono fattori importanti da considerare, a partire dalla sostenibilità ambientale, economica e sociale», ha spiegato Rigotti. «Come Consorzio, abbracciamo questi valori anche attraverso la partnership con Wine in Moderation, restando in prima linea nella promozione di un consumo moderato e responsabile».
Sul fronte ambientale, Rigotti ha indicato nella creazione di sinergie e strumenti di coordinamento la strada maestra anche per il futuro delle certificazioni. «Auspichiamo un approccio condiviso per lavorare alla certificazione di sostenibilità a livello nazionale, capace di definire uno standard comune che tenga conto delle specificità territoriali ma garantisca requisiti e impegni validi in tutte le Regioni».
Non meno rilevante è l’attenzione del Consorzio ai nuovi trend di mercato, come il segmento low e no alcol, affrontato non come rottura con l’identità del prodotto ma come evoluzione coerente con il territorio. «Stiamo portando avanti sperimentazioni sui vitigni resistenti e sul Pinot Grigio a bassa gradazione naturale», ha evidenziato Rigotti. «La prima soluzione riduce i trattamenti fitosanitari, la seconda nasce da una gestione agronomica attenta e rappresenta per i vini DOP e IGP una risposta sostenibile che preserva i profili di tipicità, andando incontro a una domanda di mercato in crescita».
Il Polo Vitivinicolo del Triveneto, inaugurato ufficialmente con il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni, diventa così un laboratorio avanzato di governance del vino, dove controllo, Consorzi e politica agricola dialogano in modo strutturato.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
In Evidenza
Carburanti, Costantin Spa acquisisce il 100% di Dalla Bernardina F.lli S.r.l.

Stellantis, seduta nera in Borsa: 22 miliardi di oneri e stop al dividendo

Sicurezza sul lavoro, nel 2025 Verona resta la maglia nera: 24 morti e oltre 14mila infortuni

Volotea, Verona base d’eccellenza: alta soddisfazione dei clienti e 730mila posti nel 2026

Logistica Mondadori: quasi 100 lavoratori coinvolti nel trasferimento nel Mantovano

Banco BPM chiude il 2025 con utili record: oltre 2 miliardi e dividendo a 1 euro per azione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan





