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PID Study Tour, a Verona la spinta digitale e sostenibile per le PMI venete

di Matteo Scolari
Presentati al Polo di Santa Marta i risultati del progetto Pid Veneto: competenze digitali, intelligenza artificiale e sostenibilità come leve per la competitività delle imprese del territorio.

Verona si conferma laboratorio avanzato della trasformazione digitale e sostenibile delle piccole e medie imprese venete. Il Polo di Santa Marta dell’Università di Verona ha ospitato nel pomeriggio di martedì 3 febbraio la tappa veneta del Pid Study Tour, evento nazionale promosso dai Punti impresa digitale delle Camere di Commercio, occasione in cui sono stati presentati i risultati del progetto Pid Veneto – Trasformazione digitale e sostenibile delle Pmi venete, coordinato dal dipartimento di Management dell’Università di Verona e finanziato dalle Camere di Commercio del Veneto, da Unioncamere e dalla Regione Veneto.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere innovazione digitale e sostenibilità per migliorare l’efficienza operativa delle PMI, accompagnandole in un percorso strutturato capace di rafforzarne la competitività in un contesto economico sempre più complesso. Un progetto che ha visto la collaborazione delle tre università venete – Università di Verona, Università di Padova e Università Ca’ Foscari Venezia – e che ha messo al centro il ruolo della conoscenza come leva strategica per affrontare la twin transition, digitale e sostenibile.

«Al progetto hanno risposto 184 aziende, micro, piccole e medie, delle sette province venete – ha dichiarato Cecilia Rossignoli, docente di Organizzazione aziendale del dipartimento di Management – che hanno lavorato in gruppo creando relazioni e contaminazioni, riconoscendo il valore della guida dell’università nell’affrontare l’incertezza e la complessità del cambiamento». Un dato che restituisce la dimensione concreta dell’impatto sul territorio e l’interesse crescente delle imprese verso percorsi strutturati di innovazione.

Cecilia Rossignoli, docente di Organizzazione aziendale del dipartimento di Management
Cecilia Rossignoli, docente di Organizzazione aziendale del dipartimento di Management

Nel corso delle attività sono state realizzate 20 simulazioni di trasformazione durante i workshop e avviati 25 progetti pilota di prefattibilità per la trasformazione digitale e sostenibile. Il lavoro è stato coordinato da 20 docenti e ricercatori delle tre università, con il coinvolgimento di oltre 20 studenti tesisti delle lauree magistrali, che hanno affiancato manager e imprenditori su problemi concreti, favorendo un’integrazione naturale tra teoria e pratica.

La leva principale che ha spinto le imprese ad aderire al progetto è stata la possibilità di acquisire nuove competenze, in particolare in ambito digitale. «Il vero punto di forza – ha sottolineato Lapo Mola, docente di Organizzazione aziendale del dipartimento di Management – è stato il rafforzamento delle competenze. Le imprese partecipanti hanno espresso una forte domanda di conoscenze digitali, in particolare legate alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, affiancate da competenze trasversali come il lavoro in team e il design thinking».

Accanto alla formazione, è emerso con forza il valore dell’ecosistema dell’innovazione. Le imprese hanno valutato positivamente il supporto dei Pid e le occasioni di confronto con università, istituzioni e altri attori del territorio, riconoscendo nella collaborazione tra soggetti diversi un fattore chiave per stimolare nuove idee e ridurre l’isolamento che spesso caratterizza le realtà di dimensioni minori.

Dal punto di vista tecnologico, l’attenzione si è concentrata sulle infrastrutture digitali, considerate essenziali per migliorare l’efficienza operativa e ridurre sprechi e inefficienze. Allo stesso tempo, sono emerse criticità legate ai costi, alla disponibilità degli strumenti e alla qualità dei dati, elementi che rafforzano la necessità di un accompagnamento continuo e mirato nei percorsi di trasformazione.

Il pomeriggio si è concluso con le testimonianze di alcune imprese coinvolte nel progetto e con la presentazione del Loop research center, illustrato da Ivan Russo, direttore del centro, come esempio di ricerca applicata a supporto della trasformazione organizzativa e sostenibile. Il dipartimento di Informatica dell’Università di Verona ha inoltre presentato progetti di applicazione delle tecnologie digitali in risposta a specifiche esigenze operative aziendali, confermando il ruolo strategico della ricerca universitaria per l’innovazione del sistema produttivo veronese e veneto.

Nel suo complesso, il progetto Pid ha prodotto un impatto che va oltre i singoli interventi, contribuendo a rafforzare l’ecosistema territoriale dell’innovazione, diffondere competenze e ridurre i divari digitali e sostenibili tra imprese. Un percorso che restituisce a Verona un ruolo centrale nel dibattito economico regionale sulla trasformazione digitale come processo graduale e strategico, fondato su visione, consapevolezza e accompagnamento.

Il Pid Study Tour proseguirà mercoledì 4 febbraio con lavori di gruppo dedicati al confronto e alla condivisione di idee, moderati da Giovanni Girotto, cofondatore dell’agenzia di comunicazione e marketing Muvi Lab.

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