Ato Veronese: tra investimenti, scelte strategiche e responsabilità pubblica
di RedazionePer Bruno Fanton e Luciano Franchini guidare Ato Veronese significa governare una risorsa essenziale e fragile. Presidente e direttore del Consiglio di Bacino dell’Ato veronese, noto come Ato, delineano un sistema pubblico che unisce visione tecnica, partecipazione e attenzione.
«Il nostro compito è tracciare la rotta – spiega Fanton –: definire gli indirizzi strategici, approvare i piani e verificare che la gestione sia svolta secondo regole chiare e condivise». Una guida che non entra nelle operazioni quotidiane, ma che orienta un territorio vasto, dal Lago alla Bassa.
Per Franchini la parola chiave è equilibrio: «Dobbiamo garantire un servizio sostenibile, capace di restituire valore nel lungo periodo». Dal 2006 sono stati investiti oltre 400 milioni di euro; altri 350-400 arriveranno nei prossimi anni, e ogni euro investito torna nel territorio per nuovi investimenti.
Le priorità sono la riduzione delle perdite di rete e gestione delle acque meteoriche, tema sempre più urgente a causa del cambiamento climatico. «Stiamo avviando progetti pilota – spiega Fanton – per mappare le criticità e rafforzare la resilienza urbana».
Accanto alla tecnica, serve la visione: «Le tariffe coprono la gestione ordinaria – osserva Franchini – ma per le grandi opere occorrono fondi regionali, statali ed europei».
Un lavoro quotidiano e discreto, quello di Ato, spesso invisibile: «L’acqua è di tutti – ricorda Fanton – e va tutelata. Il modello veronese dimostra che la gestione pubblica può essere efficiente e innovativa».
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