ATER Verona, quattro anni che hanno cambiato il modo di abitare
di RedazioneNegli ultimi quattro anni ATER Verona ha intrapreso un percorso di trasformazione profondo, capace di incidere sulla qualità dell’abitare e sulla vita di migliaia di persone. Un cambiamento che oggi, con la conclusione del ciclo strategico avviato nel 2021, può essere raccontato attraverso numeri importanti e una visione chiara: mettere la persona al centro, insieme alla sostenibilità del patrimonio pubblico.
A guidare questo percorso è stato il presidente Matteo Mattuzzi, affiancato dal Consiglio di Amministrazione e dalla direzione generale: «Il 2025 segna la conclusione di un ciclo strategico iniziato oltre quattro anni fa. È stato un periodo intenso, durante il quale abbiamo completato una parte significativa degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio e avviato nuove progettualità sociali orientate al supporto delle persone e delle famiglie assegnatarie – spiega Mattuzzi -. È un traguardo che ci permette di guardare con chiarezza al lavoro fatto e alle basi solide che abbiamo posto per il futuro».
Fin dall’inizio, la rotta è stata tracciata con decisione: «Abbiamo costruito una strategia di lungo periodo fondata su tre assi fondamentali: efficientamento energetico, adeguamento sismico e recupero degli alloggi sfitti», racconta il presidente. Una scelta necessaria, considerando che oltre il 70% del patrimonio ATER Verona è stato realizzato prima degli anni Novanta e necessitava di interventi strutturali importanti per rispondere agli standard attuali.
In un contesto complesso per il reperimento delle risorse, ATER Verona ha saputo cogliere le opportunità offerte dagli strumenti nazionali ed europei: «Siamo riusciti a utilizzare in modo pieno e responsabile il Superbonus 110%, lavorando con rapidità e attenzione verso i cittadini», sottolinea Mattuzzi. Gli interventi finanziati grazie all’incentivo hanno superato i 122 milioni di euro, ai quali si aggiungono oltre 12 milioni provenienti dal Fondo Complementare al PNRR “Sicuro, Verde e Sociale”. L’impatto sul territorio è stato significativo, con i lavori avviati su 110 edifici e 2.254 alloggi, pari al 44% del patrimonio complessivo gestito.
Lo sguardo ora è rivolto al futuro, a partire dal 2026. Il tema centrale sarà il recupero degli alloggi sfitti. «Abbiamo programmato un’azione significativa che prevede la copertura del 40% dei costi di riatto con risorse proprie, in attesa dei fondi regionali», afferma il presidente. L’obiettivo è intervenire su 257 alloggi, riducendo drasticamente il numero di unità non disponibili.
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