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Orienta il tuo futuro: 1,1 milioni per i giovani che scelgono di restare e trasformare il territorio

di Matteo Scolari
Fondazione Cariverona finanzia cinque progetti tra città e provincia per accompagnare ragazze e ragazzi dai 14 ai 20 anni lungo le transizioni più delicate. Hub di orientamento, competenze per il futuro, cittadinanza attiva e attenzione alle fragilità al centro dell’investimento.

Un investimento da 1,1 milioni di euro per sostenere i giovani veronesi nel momento cruciale delle scelte di vita, contrastare disorientamento e dispersione e rafforzare il legame con il territorio. È questo l’impatto concreto del bando “Orienta il tuo futuro” di Fondazione Cariverona, che finanzia cinque progetti su Verona e provincia, all’interno di un impegno complessivo di 2,9 milioni di euro destinati a 14 iniziative attive anche nelle province di Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.

L’obiettivo è ambizioso: superare l’idea dell’orientamento come semplice scelta scolastica o professionale e trasformarlo in un percorso continuo, capace di intrecciare scuola, tempo libero, benessere psicologico, relazioni, cittadinanza attiva e mondo del lavoro. Un cambio di paradigma che parte dall’ascolto dei giovani e dalla consapevolezza che la difficoltà a immaginare il proprio futuro sul territorio non è un limite individuale, ma una responsabilità collettiva.

Bruno Giordano.

«Se i nostri giovani ci dicono che fanno fatica a vedersi qui tra dieci anni, il problema non sono loro: siamo noi adulti», sottolinea il presidente di Fondazione Cariverona Bruno Giordano. «Con Orienta il tuo futuro chiediamo un cambio di passo: prendere sul serio quello che i ragazzi ci stanno dicendo e trasformarlo in alleanze stabili tra scuole, famiglie, terzo settore, istituzioni e imprese. Non basta offrire attività, bisogna condividere potere decisionale, ascoltare davvero e lasciare spazio».

A Verona questo approccio prende forma innanzitutto con C.A.P. 37 – Costruisci. Agisci. Partecipa!, progetto da 249.500 euro che coinvolge oltre 2.000 giovani attraverso quattro hub di orientamento a Verona, Caldiero, Legnago e San Pietro in Cariano. Non semplici doposcuola, ma vere e proprie case comuni in cui studiare insieme, incontrare professionisti, progettare azioni di cittadinanza e costruire appartenenza, con i ragazzi coinvolti anche nella definizione degli spazi e delle attività.

Accanto agli hub si sviluppa Oltre il Presente, anch’esso finanziato con 249.500 euro, che accompagna circa 1.000 ragazze e ragazzi in percorsi di crescita personale e cittadinanza attiva. Qui l’orientamento si traduce in esperienze concrete: incontri con imprese e realtà del terzo settore, laboratori, coaching individuale e azioni ad alto impatto sociale e ambientale, fino a una grande competizione finale che restituisce pubblicamente le idee e i progetti dei giovani changemaker.

Una particolare attenzione è riservata alle transizioni più fragili, come quella dei giovani con disabilità nel passaggio dalla scuola alla vita adulta. Con I PIOSI LINK, sostenuto da 185.000 euro, l’orientamento diventa accompagnamento personalizzato per 50 ragazzi dell’Ovest veronese e per le loro famiglie. Percorsi educativi, laboratori inclusivi, esperienze in contesti protetti e gruppi di mutuo aiuto mirano a costruire un modello territoriale stabile e replicabile, capace di non lasciare soli né i ragazzi né i genitori.

Lo sguardo al futuro passa anche dallo sviluppo delle competenze umane. Con Academy Futuro, finanziato con 204.500 euro, Verona sperimenta un’infrastruttura educativa nuova: un percorso biennale che allena comunicazione, pensiero critico, collaborazione e consapevolezza di sé. I giovani non sono semplici partecipanti, ma co-autori dei percorsi, ambassador e peer educator, coinvolti anche nel dialogo con imprese e associazioni in una logica di responsabilità sociale e orientamento al lavoro.

Infine, il progetto AttiVISTI, interprovinciale tra Verona, Vicenza e Belluno e sostenuto con 237.000 euro, lavora sulla cittadinanza attiva e sulla partecipazione giovanile. Oltre 1.000 ragazzi sono coinvolti in un percorso che parte dal confronto aperto e arriva alla progettazione e realizzazione di iniziative concrete nei territori, affiancate da colloqui individuali di orientamento e coaching. Un modello che mira a rendere i giovani visibili, riconosciuti e protagonisti delle comunità in cui vivono.

Nel loro insieme, i cinque progetti compongono una strategia unitaria che guarda a Verona come comunità educante, capace di offrire ai giovani non una somma di interventi isolati, ma un contesto coerente in cui scegliere, restare e trasformare il territorio. Un investimento che ha una chiara valenza economica e sociale: trattenere competenze, rafforzare capitale umano e costruire le basi di uno sviluppo più inclusivo e sostenibile.

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