Legge di Bilancio 2026, AssoBirra: «Ridurre le accise per tutelare la filiera»
di Matteo ScolariIn vista della Legge di Bilancio 2026, AssoBirra rilancia l’appello al Governo per una riduzione delle accise sulla birra da 2,99 a 2,97 euro per ettolitro e grado Plato, così da sostenere una filiera che rappresenta uno dei pilastri del comparto agroalimentare nazionale. Il settore birrario vale 10,4 miliardi di euro, conta 112mila occupati e negli ultimi dieci anni ha generato 92 miliardi di ricchezza, creando 24mila nuovi posti di lavoro e contribuendo alla fiscalità generale per circa 4 miliardi di euro l’anno, tra IVA e imposta di fabbricazione.
Nonostante questi fondamentali solidi, negli ultimi due anni il mercato ha mostrato segnali di rallentamento: produzione, consumi ed export risultano in flessione, aggravati dall’aumento delle accise, costato al comparto 20 milioni di euro nel solo 2024. A ciò si sommano l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, che hanno inciso soprattutto sui mesi estivi, tradizionalmente decisivi per le vendite. L’incidenza fiscale è un elemento cruciale: l’accisa rappresenta fino al 40% del prezzo al consumo nei formati più diffusi e vale circa 80 centesimi sul prezzo finale di una birra alla spina, con impatti diretti sia sulle imprese sia sui consumatori.
«La birra è una filiera viva e strategica, che unisce agricoltura, industria e distribuzione», afferma Federico Sannella, presidente di AssoBirra. «Oggi più che mai serve una visione di lungo periodo: ridurre le accise non significa solo alleggerire un’imposta regressiva, ma restituire slancio a investimenti, occupazione e innovazione. È una misura che rafforza l’intera filiera e la sostiene anche nei momenti di maggiore incertezza economica».
L’associazione ricorda come le passate riduzioni fiscali abbiano dato risultati immediati, con un aumento del 10% dei consumi, dell’11% della produzione nazionale, del 5% delle superfici coltivate a orzo distico e l’avvio di progettualità legate al luppolo italiano. Più recente, nell’ultima Legge di Bilancio, anche la riduzione pluriennale delle aliquote per i piccoli birrifici fino a 60mila ettolitri, misura positiva ma limitata a una quota marginale della produzione totale.

Per Paolo Merlin, vicepresidente AssoBirra con delega alle tematiche fiscali, una riforma equa rappresenta un passaggio necessario: «Ridurre le accise non è solo una scelta fiscale: incide direttamente sul mercato e sul potere d’acquisto. Le riduzioni applicate in passato hanno generato crescita, mentre gli aumenti hanno alimentato contrazione e inflazione, perché l’accisa pesa in modo significativo sul consumatore finale. Una fiscalità più equilibrata è essenziale per sostenere la ripresa, contenere i prezzi e dare stabilità alla filiera».
AssoBirra propone una modifica puntuale alla Legge di Bilancio: una riduzione dell’accisa di due centesimi per ettolitro grado Plato – da 2,99 a 2,97 euro – per un costo complessivo stimato di 4,7 milioni di euro nel 2026. Si tratta, secondo la Confederazione, di un investimento “contenuto ma strategico”, capace di rafforzare un settore che sostiene una catena del valore ampia, dall’orzo alle malterie, dai birrifici alla distribuzione e fino alla ristorazione.
Fondata nel 1907 e oggi parte del sistema Confindustria, AssoBirra rappresenta oltre il 92% della produzione nazionale e il 72% della birra immessa al consumo in Italia, riunendo più di quaranta tra grandi, medi e piccoli birrifici, insieme alle malterie e ai produttori di luppolo. Una realtà che promuove la cultura della birra, la crescita sostenibile del comparto e un consumo responsabile, con l’obiettivo di consolidare un settore che continua a creare valore economico, occupazionale e sociale per il Paese.
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