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Confcooperative Verona celebra 80 anni: «Una storia che guarda al futuro»

di Matteo Scolari
A Borgo Rocca Sveva l'Assemblea 2025 che ha celebrato l'ottantesimo dalla fondazione. Presente per l'occasione il presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

Essere cooperatori di ieri, oggi e domani: generazioni, mutualismo, mercati, sfide e nuovi orizzonti della cooperazione”. È questo il titolo scelto per l’ottantesima assemblea generale di Confcooperative Verona, che si è svolta martedì 12 novembre a Borgo Rocca Sveva di Soave, alla presenza di numerosi imprenditori e figure storiche ed emergenti del mondo cooperativo scaligero.

L’incontro è stato aperto dal presidente Fausto Bertaiola, visibilmente emozionato per l’occasione.
«Assolutamente, e sicuramente il motivo principale è questo: festeggiamo l’ottantesimo della nascita di Confcooperative Verona. Per noi sarà anche un momento per fare alcune riflessioni sul nostro mondo, su quello che sta succedendo intorno a noi, ma sempre in prospettiva futura», ha dichiarato.

L’intervento del presidente Bertaiola.

Le sfide della cooperazione

Tante le sfide che il mondo della cooperazione si trova oggi ad affrontare, dal settore agricolo a quello dei servizi socio-sanitari e produttivi. «Nel prossimo futuro abbiamo davanti sfide particolarmente difficili. Nell’agroalimentare ci sono settori che stanno attraversando grandissime difficoltà. Confcooperative si candida a essere protagonista con la Comunità Europea nella definizione della nuova PAC, che garantirà non solo la sostenibilità ma anche l’autosufficienza alimentare, fondamentale per il futuro», ha spiegato Bertaiola.

Il palco allestito per l’Assemblea.

Il presidente ha poi richiamato l’attenzione sul mondo del sociale: «Il nostro welfare è in gravi difficoltà. Dopo i rinnovi contrattuali, le cooperative attendono l’adeguamento da parte del committente principale, cioè l’amministrazione pubblica. Ci sono poi altre sfide che riguardano la produzione e il lavoro, che possono avere un ruolo fondamentale come anello di congiunzione tra le nuove esigenze delle aziende e la manodopera qualificata di alto livello.»

Gardini: «Le cooperative sono radicate nel territorio»

A portare i saluti istituzionali sono stati Elisa De Berti, vicepresidente della Regione Veneto; Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona; Matteo Pressi, sindaco di Soave; Paolo Arena, vicepresidente della Camera di Commercio di Verona; e altre autorità locali.

Autorità presenti tra il pubblico.

Durante l’evento, il direttore Davide Bigin ha illustrato la ricostruzione storica che ha portato, nel novembre del 1945, alla nascita di Confcooperative Verona.

L’intervento del direttore Davide Bulighin.

Attento e partecipe anche il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, che ha ricordato il momento delicato che sta attraversando il mondo cooperativo: «Le cooperative non sono avulse dal territorio: affondano le radici qui, non delocalizzano, non potrebbero farlo, perché qui hanno i loro soci, la loro storia e le loro attività. È però un momento di grandi bisogni che emergono dalla nostra società, segnata da fratture sociali tra chi sta troppo bene e chi troppo male, chi ha una casa e chi la cerca. Ci sono i giovani, i nuovi italiani, gli studenti, ma anche gli anziani.»

L’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

Gardini ha poi aggiunto: «Guardiamo a un futuro che porta con sé preoccupazioni legate all’inverno demografico e alla difficoltà di trovare lavoro. Dobbiamo riuscire a intercettare nuova forza lavoro, anche in un contesto segnato da un fenomeno pesante come quello dell’emigrazione. Nella cooperazione c’è sempre stata la capacità di ascoltare i bisogni e costruire risposte. È da lì che è venuta fuori la cooperazione migliore. Sono certo che sapremo esserlo ancora.»

Sala gremita a Borgo Rocca Sveva.

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