PA in corsa tra ricambio e competenze: servono strategie per attrarre giovani e profili digitali
di Matteo ScolariNel 2025 i dipendenti della Pubblica Amministrazione in Italia toccano quota 3,4 milioni, massimo dell’ultimo decennio secondo il report “Lavoro Pubblico 2025” di FPA. Anche a Verona la sfida è trasformare i numeri in servizi migliori: più competenze digitali, concorsi efficaci e percorsi di formazione continua.
La fotografia nazionale parla di un settore in ripresa: scende l’età media, cresce la quota di laureati (56% nel 2023) e avanzano figure per la trasformazione digitale. Sul territorio scaligero, però, il nodo resta l’attrazione dei talenti negli enti locali: tra gennaio 2024 e aprile 2025, a fronte di oltre 406 mila posizioni bandite a livello Paese, solo 23 mila hanno riguardato i Comuni. «Il rischio è che il “miracolo amministrativo” non sia sostenibile nel lungo periodo», afferma Giovanni Zanini, segretario generale Cisl Fp Verona.

Nonostante organici ridotti, i municipi veronesi hanno raddoppiato la spesa per investimenti fissi lordi nel 2023, pur con 2 mila dipendenti in meno rispetto al 2017: un segnale di efficienza che va messo a sistema con politiche di reclutamento mirate. «Le retribuzioni comunali restano inferiori rispetto ad altri comparti pubblici, con differenze fino al 33% rispetto alle agenzie fiscali. Il turnover è elevato, le dimissioni aumentano e i concorsi spesso vanno deserti», aggiunge Zanini.
Per FPA, la traiettoria è tracciata ma va accelerata. «Il cambio di passo è evidente, ma ora è necessario proseguire questo percorso guardando alle dinamiche dei prossimi anni», osserva Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA. La ricetta passa da concorsi più agili, formazione continua, valorizzazione delle carriere tecniche e una narrazione nuova del lavoro pubblico: non più rifugio, ma motore di innovazione e coesione sociale per Verona e la sua provincia.
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