Forma Veneto: la formazione professionale risponde alla carenza di lavoratori
di RedazioneEntro il 2029 il Veneto perderà quasi 300mila lavoratori, di cui oltre 60mila a Verona, soprattutto nel comparto manifatturiero. Un’emorragia dovuta in gran parte ai pensionamenti che rischia di lasciare scoperti interi settori produttivi. A colmare questo vuoto potrà contribuire in maniera significativa la formazione professionale, che ogni anno prepara migliaia di giovani pronti a inserirsi subito nel mondo del lavoro.
Il sistema della IeFP – Istruzione e Formazione Professionale, coordinato in Veneto da Forma Veneto, accoglie nelle sue 90 scuole circa 20mila studenti l’anno. Oltre 7mila completano il percorso al terzo o quarto anno e, secondo le statistiche, l’85% trova lavoro subito dopo la qualifica e oltre il 90% dopo il diploma professionale. «Non è un ripiego ma uno sbocco sicuro per il mondo del lavoro – sottolinea Matteo Roncarà, presidente di Forma Veneto –. Se avessimo il doppio degli iscritti non avremmo difficoltà ad inserirli».
In controtendenza rispetto al calo delle iscrizioni che sta interessando altri indirizzi scolastici, la formazione professionale non subisce gli effetti della denatalità. «Probabilmente perché siamo il segmento di scuola che da sempre accoglie ragazzi con maggiori difficoltà nella dimensione teorica dell’istruzione – spiega Roncarà –. Negli ultimi anni questo numero è aumentato e il nostro sistema ha saputo rispondere».
Le professionalità formate spaziano in 22 qualifiche e 21 diplomi, dall’automotive alla meccanica, dai servizi informatici a quelli d’impresa, fino a ristorazione, accoglienza turistica ed estetica. «Il Veneto è tra le regioni che ha investito di più sul nostro settore, affiancando risorse proprie a quelle nazionali ed europee – osserva Roncarà –. Ora serve confermare questo impegno, adeguandolo agli standard europei, ed è un tema che vogliamo porre all’attenzione della campagna elettorale».
Il nuovo anno scolastico parte con una novità: l’avvio della sperimentazione del 4+2, che consentirà ai diplomati professionali l’accesso diretto agli ITS e, potenzialmente, alla maturità. Un ulteriore passo per rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro, in un Veneto che nei prossimi anni avrà un bisogno crescente di giovani qualificati.
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