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Incendi ricorrenti alla Stena Recycling di Angiari: FIOM CGIL chiede interventi immediati

di Matteo Scolari
La serie di roghi nello stabilimento, l’ultimo nel reparto plastica il 1° maggio, scatena l’indignazione del sindacato. «La salute dei lavoratori e dei cittadini non è negoziabile».

Un nuovo, grave incendio ha colpito nel pomeriggio del 1° maggio lo stabilimento Stena Recycling di Angiari, in un giorno simbolicamente dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le fiamme sono divampate nel reparto dedicato al riciclo delle plastiche dure, confermando una preoccupante sequenza di eventi ricorrenti, dopo i roghi già verificatisi nel 2015, 2019 e 2021.

La FIOM CGIL Verona, con una nota ufficiale, ha espresso profonda preoccupazione e rabbia, definendo l’accaduto “inaccettabile” e denunciando una situazione che da anni mette in pericolo la salute dei lavoratori e dei cittadini delle aree limitrofe. “Non è più tollerabile che un’azienda continui ad operare senza garantire adeguati standard di prevenzione”, afferma il sindacato.

Tra le principali criticità sollevate dalla FIOM, figurano:

  • l’assenza di efficaci misure antincendio, nonostante i precedenti episodi;
  • l’inadeguatezza dei sistemi di protezione per il personale, a rischio intossicazioni;
  • la mancata trasparenza da parte dell’azienda, che non ha mai chiarito cause e misure di prevenzione adottate;
  • l’impatto ambientale, con potenziali emissioni tossiche nell’atmosfera e nel suolo.

In un appello urgente alle autorità competenti — ASL, ARPAV, Prefettura e Comune di Angiari — la FIOM CGIL chiede:

  • immediata verifica del rispetto delle normative sulla sicurezza e sull’ambiente;
  • adozione di misure correttive urgenti e vincolanti per l’azienda;
  • apertura di un’indagine approfondita sulle responsabilità aziendali;
  • convocazione di un tavolo di confronto con istituzioni e sindacati per definire un piano strutturale di messa in sicurezza dello stabilimento;
  • garanzie effettive per la salute dei lavoratori, anche attraverso adeguati DPI e formazione specifica sui rischi professionali.

«La salute e la sicurezza non sono negoziabili», conclude la nota, aggiungendo che la mobilitazione dei lavoratori e della cittadinanza è già all’orizzonte qualora non arrivassero risposte rapide e concrete. L’appello della FIOM è chiaro: basta con le emergenze ricorrenti, servono controlli, trasparenza e azioni strutturali per evitare che eventi simili si ripetano.

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