UGL lancia da Verona la sfida per il futuro dell’agroalimentare
di Matteo ScolariHa preso il via da Verona, nella prestigiosa sede della Camera di Commercio, il ciclo di convegni nazionali “Future Economy” promosso dalla UGL Confederazione. Il primo appuntamento, intitolato “Italy Economy”, ha posto al centro del dibattito il comparto agroalimentare come leva strategica per il futuro economico del Paese. Un evento partecipato e ricco di contenuti, che ha visto Verona protagonista nazionale nel rilancio di un tema cruciale per l’Italia.
Ad aprire i lavori, i saluti del Segretario Provinciale UGL Verona, Alberto Pietropoli, che ha sottolineato come la città scaligera, con la sua vocazione agricola, logistica e agroindustriale, sia il luogo ideale per avviare un confronto strutturato sulle nuove economie e sul ruolo che il mondo del lavoro deve avere in questo processo.
Tra i relatori, il Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, i presidenti delle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera, Luca De Carlo e Mirco Carloni, e il Direttore Scientifico del Master CUOA, Maurizio Castro, già Senatore e docente di diritto penale. È intervenuto anche Diego Tomasi, Direttore del Consorzio Prosecco Superiore. I lavori sono stati moderati dal giornalista Cristian Arboit.

Agricoltura, sovranità alimentare, dazi internazionali, formazione e investimenti europei sono stati i temi cardine. In particolare, è emersa la consapevolezza che il settore primario non rappresenta solo una tradizione, ma un pilastro moderno e trasversale su cui poggia gran parte del potenziale occupazionale, innovativo e produttivo del Paese.
Nella sua relazione conclusiva, il Segretario Generale UGL Paolo Capone ha lanciato un messaggio forte: «È prioritario investire nel comparto agroalimentare non solo per la crescita del Pil, ma per creare lavoro e rafforzare la competitività dei nostri territori. Le transizioni ecologiche devono tenere conto del patrimonio produttivo nazionale e non essere guidate da ideologie, pena la perdita di competenze e posti di lavoro».

Capone ha sottolineato come la difesa dell’interesse nazionale debba passare anche attraverso una posizione netta sui dazi statunitensi, che rischiano di penalizzare le imprese italiane e favorire competitor come la Cina. Ha inoltre rimarcato l’importanza della formazione dei giovani, evidenziando che, grazie anche alle recenti misure del Governo, «i dati ISTAT sull’occupazione sono un segnale positivo, ma serve continuità attraverso politiche attive e collaborazione tra pubblico e privato».
L’evento ha segnato un punto di partenza per un percorso che toccherà altre città italiane, ma che da Verona ha voluto dare il primo segnale forte di un sindacato che mette al centro il lavoro, la produttività e la dignità del made in Italy.

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