Veneto, nuova sperimentazione per la mobilità degli infermieri
di Matteo ScolariA seguito della grave carenza di personale sanitario e di una richiesta sempre più urgente di soluzioni organizzative innovative, la Regione Veneto ha dato il via a una sperimentazione unica in Italia per rivoluzionare le procedure di mobilità degli infermieri. L’iniziativa, in linea con gli obiettivi della DGRV 960/2024, nasce dalla volontà di superare l’attuale rigidità delle pratiche di trasferimento tra aziende sanitarie, offrendo ai professionisti della salute un sistema più snello, equo e trasparente.
Il progetto pilota prevede l’introduzione di una gestione aggregata e centralizzata della mobilità volontaria esterna per gli infermieri, gestita a livello regionale da Azienda Zero, con l’obiettivo di migliorare l’allocazione delle risorse umane e il benessere dei lavoratori. «Un progetto pilota per superare le difficoltà delle attuali procedure e migliorare la distribuzione delle risorse», afferma Paolo Libero, Segretario alla Sanità di CISL FP Verona.

La criticità di partenza è chiara: i concorsi pubblici sono attualmente l’unico strumento concreto per il trasferimento del personale tra aziende sanitarie. Un paradosso che genera confusione, rallentamenti e spreco di competenze. La nuova procedura intende rompere questo schema attraverso una piattaforma unica, che consente agli infermieri di inoltrare la propria richiesta di mobilità indicando direttamente la sede ospedaliera di preferenza, piuttosto che l’intera ULSS. Per esempio, chi sceglie l’ULSS 9 Scaligera potrà specificare Legnago, San Bonifacio o Villafranca come destinazione, aumentando così la precisione delle assegnazioni.
Tutte le domande saranno raccolte entro il 30 settembre 2025 e successivamente distribuite tra le varie aziende, che riceveranno l’elenco completo delle richieste in entrata e in uscita. In questa fase, ogni azienda procederà ai colloqui per valutare le possibilità concrete di realizzare i trasferimenti richiesti.
Ma il progetto ha uno sguardo ancora più ampio. L’ambizione è infatti quella di costruire una piattaforma regionale permanente, capace di gestire in modo integrato tutte le tipologie di mobilità, comprese quelle in compensazione. Si tratta di un passo strategico per rendere l’intero sistema sanitario regionale più efficiente e flessibile, in linea con i bisogni dei lavoratori e con le esigenze delle strutture sanitarie.
Gli obiettivi della sperimentazione sono molteplici e toccano diversi punti nevralgici del sistema: dalla volontà di migliorare la qualità di vita degli infermieri, offrendo la possibilità di avvicinarsi a casa o trovare un contesto professionale più adatto, alla necessità di mappare in maniera sistematica il fenomeno della mobilità, fino all’ottimizzazione dell’allocazione delle professionalità specialistiche.
Un criterio importante introdotto nel progetto è il vincolo di cinque anni di servizio presso la stessa azienda prima di poter inoltrare la richiesta di mobilità. Questo serve a evitare una rotazione troppo frequente del personale e a garantire la stabilità interna delle strutture sanitarie.

Il sostegno a questa innovazione arriva anche dai sindacati. Il Segretario Generale della CISL FP Verona, Giovanni Zanini, esprime apprezzamento per l’iniziativa, evidenziando tre punti fondamentali. In primo luogo, la possibilità di avviare una gestione più razionale delle risorse, redistribuendo il personale in base alle reali necessità. In secondo luogo, l’importanza di coordinare le varie tipologie di mobilità, garantendo pari opportunità tra chi ha già presentato domanda in passato e chi si affaccia ora alla sperimentazione. Terzo punto, il nodo irrisolto della carenza strutturale di infermieri: la sperimentazione, pur non aumentando il numero di professionisti disponibili, potrà contribuire a rendere le aziende più attrattive, migliorando così il benessere lavorativo e l’efficienza dei servizi.
Non da ultimo, è prevista per l’autunno una procedura concorsuale standard, che permetterà di effettuare nuove assunzioni, integrando l’esperienza maturata nella fase sperimentale con strumenti tradizionali.
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