Fedagripesca Veneto traccia il futuro del settore ortofrutticolo
di Matteo ScolariSi è svolto oggi presso la sede di Veronamercato il convegno dal titolo “L’ortofrutta in Veneto: contesto e prospettive future“, organizzato da Confcooperative Fedagripesca Veneto, che ha riunito esperti e operatori del settore per affrontare le criticità e tracciare nuove strade di sviluppo per un comparto strategico dell’agricoltura regionale, che conta 47mila ettari coltivati e genera un fatturato superiore ai 755 milioni di euro.

Fausto Bertaiola, presidente del settore ortofrutticolo di Fedagripesca Veneto, ha evidenziato: «L’ortofrutta veneta è in una crisi profonda, aggravata dal cambiamento climatico e dalle problematiche strutturali mai risolte. Serve un’azione immediata e un maggior coinvolgimento dei giovani per garantire il futuro di questo settore strategico».

Anche Davide Vernocchi, presidente nazionale del settore ortofrutticolo di Fedagripesca, ha espresso grande preoccupazione: «Stiamo affrontando uno tsunami produttivo e normativo. Normative comunitarie sempre più restrittive, unite agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e all’aumento dei costi produttivi, stanno minacciando la sostenibilità del comparto. Dobbiamo far capire alla politica e all’opinione pubblica che rischiamo di perdere la nostra autosufficienza produttiva, con un incremento delle importazioni da paesi con standard inferiori».

Secondo Silvio Dani, presidente Fedagripesca Veneto, «L’Europa finora ha sottovalutato le esigenze reali dell’agricoltura, imponendo regole ambientali spesso ideologiche che non tengono conto della sostenibilità economica e sociale del settore. La nostra ortofrutta è tra le più sicure al mondo, ma soffre di eccessiva burocrazia e vincoli normativi che ne limitano fortemente la competitività».

Marianna Fasoli, professoressa associata in Arboricoltura presso l’Università di Verona, ha invece sottolineato l’importanza dell’innovazione: «La ricerca ci offre strumenti sempre più efficaci per affrontare queste sfide. Le nuove tecniche di editing del DNA (TEA) permettono di sviluppare varietà resistenti a malattie e cambiamenti climatici, offrendo nuove opportunità di rilancio per l’ortofrutta veneta».

Infine, Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Veneto, ha concluso: «L’agroalimentare è cruciale per l’economia veneta e italiana. È fondamentale investire in progetti che valorizzino il nostro prodotto, creando filiere organizzate capaci di garantire equilibrio tra domanda e offerta, e sostenere così produttori e consumatori. Solo aggregando le risorse potremo assicurare un futuro sostenibile al nostro comparto ortofrutticolo».

Durante la mattinata è stata presentata anche una ricerca sulla competitività e sulle performance dell’ortofrutta veneta a cura di Denis Pantini, direttore Nomisma Agrifood Monitor e Nomisma Wine Monitor.
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