INPS: anche influencer e youtuber devono versare i contributi previdenziali
di Matteo ScolariAnche gli influencer, gli youtuber, gli streamer e i podcaster dovranno pensare alla loro pensione. Con una recente circolare, l’INPS ha chiarito l’inquadramento previdenziale e contributivo dei creatori di contenuti digitali (DCC), una categoria professionale sempre più diffusa e in crescita, soprattutto tra i giovani.
L’obiettivo della circolare è quello di adattare le normative esistenti alle esigenze di chi opera nell’economia digitale, un settore che spesso sfugge ai tradizionali schemi lavorativi. La nota dell’INPS fornisce linee guida chiare e pratiche per aiutare i creator a gestire correttamente i propri obblighi contributivi e previdenziali.
Nel documento vengono descritte le caratteristiche distintive dell’attività di creazione di contenuti digitali, le modalità di remunerazione, le diverse tipologie di rapporti di lavoro e le relazioni contrattuali tra i creator, le aziende e le agenzie intermediarie.

Un’attenzione particolare è riservata alla figura del creator digitale, che include:
- Influencer, che monetizzano attraverso sponsorizzazioni e collaborazioni con i brand;
- Youtuber, che guadagnano grazie alla pubblicità e alle visualizzazioni dei loro video;
- Streamer, che operano su piattaforme come Twitch e YouTube, spesso con il supporto di donazioni e abbonamenti;
- Podcaster, che realizzano contenuti audio spesso finanziati tramite sponsor e pubblicità;
- Pro gamer, i giocatori professionisti che competono in tornei e ricevono premi e sponsorizzazioni.
Secondo l’INPS, questa iniziativa mira a garantire maggiore tutela previdenziale e a contrastare il lavoro sommerso in un settore che, seppur redditizio, è spesso soggetto a scarsa regolamentazione.
Gabriele Fava, presidente dell’INPS, ha sottolineato come questa circolare rappresenti un passo concreto verso una maggiore attenzione alle nuove professioni digitali: «Questa iniziativa risulta coerente con l’obiettivo di promuovere il lavoro in regola in un mercato, quello dei lavori digitali, dove c’è grande rischio di speculazione. Il nostro intento è diffondere una cultura previdenziale tra i giovani lavoratori digitali».
La circolare ha ottenuto il parere positivo del Ministero del Lavoro e rientra in un più ampio progetto volto a coinvolgere il maggior numero di giovani nella costruzione di un futuro previdenziale solido e sicuro.
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