Claudio Cioetto, presidente Comfimi Apindustria Verona.
Nuova call-to-action

Cioetto (Confimi): «Fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, scuole e imprese»

di Redazione
Claudio Cioetto, presidente di Comfimi Apindustria Verona, è intervenuto ai microfoni di Focus Verona Economia, ribadendo la centralità delle PMI per l'economia italiana e locale.

All’interno della 20esima Settimana Veronese della Finanza, Focus Verona Economia, in onda su Radio Adige TV, ha ospitato Claudio Cioetto, presidente di Confimi Apindustria Verona. L’intervista, condotta da Matteo Scolari, ha toccato diversi settori chiave per l’economia veronese, dalle difficoltà del settore manifatturiero alle sfide legate alla carenza di manodopera specializzata, passando per l’impatto delle dinamiche geopolitiche sui costi dell’energia e delle materie prime. Ecco un resoconto dei principali temi discussi.

Benvenuto, Presidente Cioetto. Marmomac si è appena conclusa. Cosa ci può dire di questa 58ª edizione a cui, come Comfimi Apindustria Verona avete partecipato, e quali sono state le sue impressioni?

È stata una grande edizione, probabilmente una delle migliori. Abbiamo avuto una partecipazione importante, non solo numericamente, ma anche in termini di qualità di aziende e visitatori. Marmomac è sempre un riferimento per l’industria della pietra, e questa edizione non ha fatto eccezione. Tuttavia, riflette anche lo stato attuale della manifattura, che sta vivendo un momento di stanchezza e difficoltà.

Durante Marmomac è stata presentata una ricerca di Nomisma che certifica l’export lapideo italiano a oltre 3 miliardi di euro, con una crescita dell’11% nell’ultimo decennio. Tuttavia, c’è stato un rallentamento, soprattutto a causa delle difficoltà geopolitiche. In parallelo, abbiamo il paradosso della carenza di manodopera specializzata, nonostante gli ordinativi siano in calo. Può spiegarci meglio questo fenomeno?

Sì, è un paradosso evidente. Da un lato, vediamo gli ordinativi calare, e dall’altro c’è una difficoltà enorme nel trovare manodopera qualificata. Questo problema è in parte legato al calo demografico: ci sono sempre meno giovani, e gli istituti scolastici si contendono gli alunni, portando a una mancanza di interesse per i mestieri della manifattura. Le famiglie, inoltre, vedono ancora la manifattura come un settore poco sicuro, ma in realtà oggi si lavora in sicurezza, con rispetto per i contratti nazionali.

Un altro tema che tocca duramente le imprese è quello dei costi energetici. Come stanno affrontando le PMI veronesi questa sfida?

Le PMI hanno sempre dimostrato una grande capacità di adattamento, ma il rincaro energetico ha rappresentato un vero ostacolo. Molte imprese hanno dovuto chiudere o ridurre l’attività a causa dei costi insostenibili. La situazione geopolitica internazionale, con la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente, non ha fatto che aggravare il problema. Essendo l’Italia un paese trasformatore, dipendiamo dalle materie prime che dobbiamo importare, e il rincaro delle risorse colpisce duramente il nostro sistema produttivo.

In questo contesto di difficoltà, lei ha fatto un appello alla politica europea affinché presti maggiore attenzione alle piccole e medie imprese italiane. Ci può spiegare meglio?

Sì, il mio appello è stato rivolto ai nostri parlamentari europei. L’Europa deve rendersi conto che la struttura produttiva italiana è molto diversa da quella di altri paesi. Le PMI italiane rappresentano una fetta enorme del nostro PIL, ma spesso le normative europee non tengono conto di questa realtà. In settori come l’automotive, ad esempio, rischiamo di perdere il nostro primato a causa di normative che non ci favoriscono. È essenziale che in Europa si capisca l’importanza delle micro e piccole imprese italiane.

In chiusura, cosa si può fare a livello locale per sostenere le imprese manifatturiere in questo periodo di crisi?

A livello locale, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, scuole e imprese. Dobbiamo lavorare insieme per avvicinare i giovani al mondo della manifattura, offrendo percorsi formativi e stage che permettano loro di vedere da vicino la realtà di questo settore. Dobbiamo anche lavorare per migliorare le condizioni delle imprese in termini di accesso alle risorse e ai finanziamenti, perché è attraverso l’innovazione e la specializzazione che potremo superare questo momento difficile.

Condividi ora!