Cisl Verona chiede modifiche al Ddl Sicurezza: «Manifestare è un diritto, non un crimine»
di RedazioneModificare il Ddl Sicurezza. Cisl Verona torna con questo monito per i parlamentari dalla Capitale dove è stata ricevuta, come parte di una delegazione nazionale della confederazione, dai capigruppo del Senato. La sigla sindacale è partita per Roma preoccupata dai contenuti della nuova legge sulla sicurezza, il 2 ottobre scorso, e ha partecipato alla manifestazione di protesta, in piazza Vidoni, chiedendo poi ai gruppi parlamentari del Senato di essere ricevuta «per discutere delle indispensabili modifiche al provvedimento – spiega il segretario provinciale Giampaolo Veghini -. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni e i senatori ne hanno preso atto».
«Manifestare è un diritto, non un crimine»: è il principio secondo il quale Cisl ha tenuto a Roma la manifestazione, esprimendo la preoccupazione del sindacato sui contenuti del disegno di legge sulla sicurezza, approvato alla Camera ed ora all’esame del Senato. Per la confederazione è «improprio ed eccessivo» l’inasprimento previsto per i blocchi stradali in occasione di manifestazioni sindacali che passerebbe da una sanzione pecuniaria alla pena detentiva.
«Improprio perché non distingue in base agli atteggiamenti, violenti o pacifici, dei manifestanti – continua Veghini -. Cisl Verona è scesa in piazza per chiedere modifiche sostanziali al Ddl Sicurezza, soprattutto nella parte che riguarda l’inasprimento delle pene in caso di blocchi stradali in occasione delle manifestazioni sindacali. Si può contemperare il diritto a manifestare salvaguardando l’ordine pubblico e il rispetto dei beni pubblici e privati senza arrivare ad ipotizzare pene detentive».
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