Chiusura Stradone Maffei e San Fermo. Arena: «Commercianti infuriati»
di Matteo Scolari«Commercianti ed esercenti di Stradone Maffei e Stradone San Fermo sono infuriati per i tempi e le modalità di comunicazione dei lavori per la filovia che determinano la chiusura di due importantissime arterie centrali per almeno 15 giorni, ma probabilmente molto di più: abbiamo ricevuto decine di telefonate e messaggi di associati arrabbiatissimi, tra il fine settimana e oggi». Lo afferma il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena.
«E’ assurdo che un intervento così impattante venga comunicato agli imprenditori che operano nelle strade interessate con pochissime ore di preavviso: le aziende lo hanno saputo venerdì, quando avevano già pianificato le forniture e definito le ferie dei dipendenti per i giorni successivi. I loro piani sono stati scombussolati in uno dei periodi più importanti dell’anno, quando l’indotto del Festival lirico e degli altri eventi garantisce lavoro e opportunità».

«I fatturati, inevitabilmente, caleranno – aggiunge Arena – per cui è fondamentale prevedere subito forme di ristoro per le imprese e valutare una riduzione delle imposte locali quali Tari e Pubblicità».
«Come abbiamo già avuto modo di dire, inutilmente a quanto pare, anche al momento dell’inizio dei lavori in via XX Settembre – incalza il presidente di Confcommercio Verona – interventi così impattanti su cittadini e attività commerciali meriterebbero un approfondimento propedeutico per armonizzare le diverse fasi dei lavori e garantire il minimo disagio; una concertazione che non c’è e non c’è stata. Nemmeno questa volta».

«Anche la proposta di Confcommercio di elaborare un cronoprogramma delle opere complessive che interessano la città non è ancora stata soddisfatta da parte dell’amministrazione comunale, nonostante le rassicurazioni in tal senso», dice ancora Arena.
«Chiediamo venga subito avviato un tavolo con le rappresentanze economiche per aggiornare sull’avanzamento e il monitoraggio delle operazioni: questa continua improvvisazione non è più accettabile».
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