Il Castello di Montorio ha accolto le cantine della Val Squaranto

di Matteo Scolari
La sala conferenza della Vecchia polveriera ha ospitato un convengo organizzato dall'Associazione presieduta da Antonia Pavesi per presentare alla stampa, e non solo, le peculiarità e i vini delle cantine associate.

Le cantine della Val Squaranto si sono riunite ieri, 30 maggio 2024, presso il Castello di Montorio, in un evento rivolto alla stampa e agli operatori di settore per presentare le peculiarità della loro valle e i propri vini. L’evento, ospitato dall’Associazione Ecomuseo Preafita e patrocinato dal Consorzio di Tutela dei Vini della Valpolicella, è stato promosso dall’Associazione Valsquaranto, nata nel 2022 per dare visibilità alla valle e creare interazioni con altre realtà del territorio. Attualmente, l’associazione è presieduta da Antonia Pavesi e raccoglie sei realtà vitivinicole, tutte biologiche.

Il convegno ha visto la partecipazione di Christian Marchesini e Matteo Tedeschi del Consorzio di Tutela dei Vini della Valpolicella e del dottor Giuseppe Benciolini, esperto del suolo, che ha presentato uno studio fisiografico commissionato dal Consorzio. Questo studio, basato su criteri geomorfologici, mira a suddividere il territorio della DOC Valpolicella in “vallate”, evidenziando le caratteristiche uniche della Val Squaranto.

Christian Marchesini ha sottolineato l’importanza di valorizzare tutte le zone produttive della Denominazione e ha annunciato l’avvio di un processo di confronto con il territorio per proporre una modifica del disciplinare produttivo. «La strada da fare è ancora lunga e in salita, ma il Consorzio Valpolicella e la Commissione Vallate procederanno a lavorare al progetto con perizia e dedizione» ha affermato.

Le aziende agricole della Val Squaranto, molte delle quali gestite da famiglie che abitano questi territori da generazioni, sono state fondate per la maggior parte da persone innamorate della zona. La valle, caratterizzata da una forma stretta e allungata, una ventilazione costante, diversi corsi d’acqua e terreni calcarei, conserva molte aree boschive attorno ai vigneti, preservando così la biodiversità. La maggior parte delle aziende ha ottenuto certificazioni biologiche, biodinamiche o SQNPI, coltivando varietà autoctone della Valpolicella come corvina, corvinone, rondinella, molinara e oseleta.

Fino a poco tempo fa, i viticoltori conferivano le uve a cantine sociali o grandi cantine private, ma recentemente hanno iniziato a imbottigliare il proprio vino, seguendo tutta la filiera produttiva. Nonostante la produzione attuale sia limitata a poche migliaia di bottiglie per azienda, il potenziale è molto più grande. L’obiettivo dei produttori è far conoscere la Val Squaranto non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai visitatori veronesi e ai turisti, attraverso strategie di promozione e collaborazioni con altre attività produttive della valle.

Le aziende protagoniste del walk around tasting sono Bronzato, Contrada Palui, Fondo Prognoi, Giocaia, Lavagnoli, Montenigo, Soc. Agricola F.lli Barana, Torre di Terzolan, Val di Venere e Villa San Carlo.

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