Un abbraccio che ha commosso il mondo

di Matteo Scolari
Sabato 18 maggio, in occasione degli eventi in Arena di Pace, un imprenditore israeliano e uno palestinese si sono abbracciati, tra la commozione di tutti, compreso il Papa.

Nella storica giornata di sabato 18 maggio, anche la Redazione di Verona Economia ha seguito tutte le tappe della visita di Papa Francesco a Verona. Da San Zeno all’Arena, dal carcere allo Stadio Bentegodi. Tra i vari momenti significativi, uno in particolare ha toccato profondamente i cuori delle 12.500 persone presenti: l’abbraccio tra due imprenditori, uno israeliano e uno palestinese, entrambi vittime delle atrocità della guerra, che si sono incontrati proprio in Arena.

Un gesto di una forza incredibile, un simbolo potente di pace e riconciliazione. Nell’antico anfiteatro romano, durante l’incontro intitolato “Giustizia e Pace si baceranno”, Maoz Inon e Aziz Sarah hanno condiviso le loro storie di dolore e speranza. Maoz, israeliano, ha perso i genitori, uccisi da Hamas il 7 ottobre. Aziz, palestinese, ha perso il fratello, assassinato dai soldati israeliani.

Nonostante le profonde ferite inflitte dai rispettivi conflitti, i due uomini hanno deciso di unirsi in un abbraccio che ha commosso l’intera platea. «Siamo imprenditori, vogliamo costruire la pace. Il nostro dolore ci ha riavvicinati per creare un futuro migliore», hanno dichiarato ai microfoni e al cospetto del Santo Padre nell’anfiteatro, sollevando un’ovazione e poi un silenzio carico di emozione.

Papa Francesco, profondamente colpito, si è unito a loro in un abbraccio che ha simboleggiato non solo il desiderio di pace ma anche un progetto di futuro condiviso. Le immagini delle loro mani alzate insieme, le bandiere della pace che sventolavano e i fazzoletti bianchi hanno dato vita a un momento di straordinaria intensità che rimarrà nella stori.. Un abbraccio che ha incarnato la speranza che, nonostante le cicatrici profonde, un terreno comune per la pace esiste e può essere coltivato attraverso il dialogo e la riconciliazione.

Le parole del Papa, che ha affermato «La sofferenza di questi due fratelli è la sofferenza di due popoli. Loro hanno avuto il coraggio di abbracciarsi, e questo non solo è coraggio e testimonianza di voler la pace, ma anche un progetto di futuro», hanno suggellato un momento di una profondità contagiosa ed estremamente commovente.

L'abbraccio tra i due imprenditori in Arena.
L’abbraccio tra i due imprenditori in Arena.

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