Confcommercio Verona: «No alla nuova tassa di soggiorno, facile colpire i turisti»

di Redazione
Contrarietà, da parte di Confcommercio Verona e in particolare della categoria degli albergatori riuniti in Federalberghi Confcommercio Verona, per la modalità e i contenuti del provvedimento che determina l'aumento fino al 40% della tassa di soggiorno. «Vero che la revisione arriva per contenerne il più possibile l’innalzamento stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e…

Contrarietà, da parte di Confcommercio Verona e in particolare della categoria degli albergatori riuniti in Federalberghi Confcommercio Verona, per la modalità e i contenuti del provvedimento che determina l’aumento fino al 40% della tassa di soggiorno.

«Vero che la revisione arriva per contenerne il più possibile l’innalzamento stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambienti (ARERA) e coprire l’aumento della TARI – sottolinea il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arenama si sarebbe dovuto soppesare meglio l’intervento e valutare attentamente lo scenario complessivo. Un incremento sostanzioso che arriva senza preventiva concertazione e che entrerà in vigore il primo luglio, in un momento clou della stagione turistica. Avrà sicuramente ripercussioni negative sul settore ricettivo più qualificato della nostra città».


«Con questo pesante innalzamento – aggiunge Confcommercio Verona – si vanno a colpire i turisti stanziali, patrimonio importante in termini qualitativi ed economici, senza sfiorare invece quel mordi e fuggi che a parole si vorrebbe ridimensionare a vantaggio di un turismo di maggiore qualità. Confidiamo di poter dire la nostra quanto messo sul regolamento in modo da poter introdurre esenzioni in alcuni ambiti specifici, come ad esempio il congressuale».


«Siamo fortemente contrariati innanzitutto per come è arrivata la decisione – aggiunge il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona Giulio Cavara -. Martedì siamo stati convocati a Palazzo Barbieri per parlarne: sembrava l’inizio di un percorso comune e invece è arrivata questa decisione calata dall’alto. Sarebbe bastato un innalzamento di 50 centesimi, il 20% in termini percentuali, e non del 40%, per coprire la Tari. Proporre un balzo di questa portata non è saggio: colpire i turisti è semplice, non votano, ma non è lungimirante. A parole si vuole penalizzare il turismo mordi e fuggi e lo si potrebbe fare ad esempio prevedendo un ticket d’ingresso nella casa di Giulietta; se ne discute da lustri ma nessuno lo vuole fare. Nei fatti, si opera al contrario. L’aumento a stagione in corso determinerà una ricaduta fortemente negativa, anche in termini di immagine: non ce l’aspettavamo».

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