Tornielli, UniPD: «Dobbiamo adattare la viticoltura al cambiamento»

di Matteo Scolari
Giovanni Battista Tornielli, ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree è intervenuto mercoledì 27 marzo alla Cantina di Negrar per parlare di cambiamenti climatici e degli effetti sulla viticoltura.

In un momento di profondi cambiamenti climatici che incidono sul settore agricolo e, in particolare, su quello vitivinicolo, il contributo della scienza e della ricerca diventa fondamentale per navigare verso un futuro sostenibile. Durante un recente incontro dedicato alla viticoltura e ai suoi nuovi orizzonti, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il Professore Giovanni Battista Tornielli dell’Università di Padova, esperto in arboricoltura generale e coltivazioni arboree, per capire come il mondo della viticoltura possa adattarsi e rispondere efficacemente ai cambiamenti climatici.

Professore Tornielli, il suo intervento si intitola “Adattare la viticoltura al cambiamento”. Come possiamo trasformare questo intento in una realtà concreta?

Affrontare i cambiamenti climatici nella viticoltura richiede un approccio multidimensionale e, certamente, non esiste una soluzione unica. Stiamo vivendo un cambiamento climatico di proporzioni epocali, con dati allarmanti che richiedono una nostra attiva risposta. Tra le strategie vi sono la gestione innovativa delle chiome e l’adozione di accorgimenti colturali specifici. Tuttavia, dobbiamo anche considerare approcci più radicali, come la selezione di varietà di vite adatte ai climi futuri. L’obiettivo della mia presentazione è fornire spunti di riflessione e stimolare un dialogo costruttivo su queste tematiche cruciali.

Quindi, il suo contributo questa sera mira a fornire delle basi per soluzioni concertate?

Esattamente. La viticoltura in regioni come la Valpolicella è una pratica secolare, e qualsiasi cambiamento va considerato con grande attenzione. Non possiamo però rimanere passivi di fronte a questi cambiamenti. È fondamentale agire, prendendo esempio da altre regioni viticole, sia italiane che internazionali, che hanno già iniziato ad adattarsi. Presenterò alcuni casi di studio che evidenziano come queste regioni stiano affrontando il futuro vitivinicolo, sperando di ispirare azioni simili anche nella nostra realtà.

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