8 marzo, non solo fiori. Nel florovivaismo il 70% è donna
di RedazioneMentre l’Italia festeggia l’8 marzo con la tradizionale offerta di mimose, il contributo femminile nel settore florovivaistico emerge con forza, simbolo di una rivoluzione silenziosa ma profondamente radicata. In occasione della Festa della Donna, si celebra non solo con fiori ma anche con il riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle donne in uno dei settori più artistici e tecnici dell’agricoltura.

Le statistiche rivelano che nel Veneto, cuore verde dell’innovazione agricola, il 70-80% degli addetti nei circa 1.400 centri di giardinaggio e florovivaismo sono donne. Queste professioniste portano un valore inestimabile all’industria, grazie alla loro creatività, resilienza e spirito di cooperazione.
Francesco Bellini, Presidente del Tavolo di lavoro sul florovivaismo di Coldiretti Verona, sottolinea l’importanza dell’apporto femminile nel settore. «Le donne hanno una capacità unica di fondere l’estetica con la praticità, contribuendo non solo alla bellezza dei nostri spazi verdi ma anche al benessere della comunità» afferma Bellini.

«Il loro lavoro quotidiano nei centri di giardinaggio è un costante richiamo alla valorizzazione e al rispetto che merita ogni persona, ogni giorno, non solo l’8 marzo».
Inoltre, Bellini pone l’accento sulla recente approvazione da parte della Camera di un disegno di legge che mira a rafforzare il settore florovivaistico italiano, delineando un quadro normativo più organico e favorevole alla crescita e alla qualità. Questa legislazione cerca di proteggere il Made in Italy dalle pratiche di concorrenza sleale, assicurando che piante e fiori venduti in Italia e in Europa aderiscano a standard elevati in termini di ambiente, salute e diritti dei lavoratori.
L’impegno del settore florovivaistico, sostenuto dalla presenza e dalla dedizione femminile, si conferma come una delle eccellenze italiane, capace di guardare al futuro con innovazione e rispetto per i valori di bellezza e sostenibilità. Quest’anno, l’8 marzo diventa quindi un’occasione per riflettere su come la valorizzazione del lavoro femminile possa essere estesa in tutti i settori, ogni giorno, per un futuro più equo e prospero.
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