Giovani veronesi, tra vent’anni saranno 23mila in meno
di RedazioneCi sono dati statistici che ci dovrebbero preoccupare seriamente. Alcuni di questi sono stati sottolineati questa mattina nella sede della Cisl Verona in Lungadige Galtarossa in occasione del convegno dal titolo “Giovani e lavoro, quale futuro nella provincia di Verona?”, a cui hanno partecipato il segretario della Cisl scaligera Giampaolo Veghini, il segretario regionale Gianfranco Refosco e la segretaria generale aggiunta Cisl nazionale Daniela Fumarola.
Nell’occasione è stata presentata la ricerca statistica a cura di Francesco Peron della Fondazione Corazzin.




Sicuramente un dato allarmante è quello che riguarda la popolazione veronese tra 0 e 29 anni: nella provincia scaligera, dal 1992 al 2022, è passata da 298.884 a 261.853 (-12,4%) unità, con una proiezione al 2042 di 238.737 (-8,8% rispetto al 2022).
Si tratta di una fascia di popolazione significativa se pensiamo che gli under 30 rappresentano nella nell’intero territorio provinciale il 28,3% della popolazione. Altro dato, nel 2038 la differenza tra chi entrerà potenzialmente nel mercato del lavoro e chi ne uscirà è di -78.213 unità, tuttavia,, tenendo fisso il dato del tasso di occupazione attuale in Provincia di Verona (68,3% nella fascia di età 15-64 anni nel 2022), il dato scende a -53.000.
Situazione occupazionale, nei primi 9 mesi del 2023 in Provincia di Verona sono stati stipulati complessivamente 58.925 nuovi contratti destinati agli Under 30 anni, di cui il 67,1% a tempo determinato e solo l’8,1% a tempo indeterminato. I settori che richiedono più assunzioni sono quelli della ricettività, del turismo e della ristorazione, seguiti dal commercio al dettaglio, all’ingrosso e alla meccanica. Terzo posto per i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio e dai servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone.
Su questi dati e sulle conseguenze dal punto di vista occupazionale e sociale abbiamo raccolto le riflessioni di Giampaolo Veghini e Daniela Fumarola.
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