Edilizia a Verona: il 2024 nel segno della transizione ecologica

di admin
Si è svolta ieri, mercoledì 20 dicembre, l’Assemblea di fine anno di ANCE Verona che ha riunito al Palazzo della Guardia oltre 300 persone. Con l’occasione sono state messe a fuoco le previsioni per il 2024 del comparto edile scaligero.

A Verona il settore costruzioni è in salute. Lo rivelano i dati della Cassa Edile di Verona (aggiornati a settembre 2023). Come i due anni precedenti, anche il 2023 segna un trend positivo rispetto al 2022: +11% la massa salari, +9% le ore denunciate, +5% il numero delle imprese, +15% il numero di lavoratori. Andamento che si discosta dall’andamento a livello nazionale. La Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi di Ance Nazionale ha infatti rilevato nel terzo trimestre 2023 un calo (-2,4% degli investimenti in costruzioni che deriva da una riduzione nel comparto abitativo (-5,6%) e da un aumento in quello dei fabbricati non residenziali e altre opere (+1,9%).

Previsioni CRESME 2024

Le previsioni per il 2024, secondo il rapporto congiunturale del CRESME (Centro di ricerche di mercato) segneranno un -11,4% per il rinnovo residenziale (circa 28 miliardi di euro) e un +16,6% per le nuove opere del genio civile (ma appena 3,2 miliardi come valore). I dati evidenziano quindi il crollo degli investimenti da Superbonus, che ancora non sono compensati dalle opere del PNRR, nonostante la grande massa di aggiudicazioni di gara e contratti firmati.

«Il Superbonus ha generato moltissime opportunità di lavoro, la maggior parte dei quali tuttavia ha dato più dolori che gioie – il commento del presidente Trestini -. Tuttavia, ha messo in luce l’importanza di essere organizzati e strutturati. L’edilizia e l’intero sistema economico dovranno fare i conti con una sempre maggiore spinta alla digitalizzazione, un’innovazione tecnologica sempre più veloce, in cui un ruolo importante potrebbe essere giocato dall’intelligenza artificiale».

Transizione ecologica nell’edilizia

Il comparto delle costruzioni sarà sempre di più uno dei settori maggiormente coinvolti nelle attività legate alla cosiddetta “transizione ecologica”. Piano green che prevede in sintesi: decarbonizzazione, mobilità sostenibile, il miglioramento della qualità dell’aria, il contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico e il miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture.

Verona 2040

Uno strumento chiave per affrontare il mercato post Superbonus e post PNRR sarà lo studio Verona 2040 che Ance, in collaborazione con Confindustria Verona, ha fatto realizzare dal CRESME (Centro di ricerche di mercato). L’obiettivo sarà di condividere con le Pubbliche Amministrazioni e tutti gli stakeholder un progetto di sviluppo economico e territoriale del territorio in chiave sostenibile, che ne aumenti l’attrattività per gli investitori e anche la qualità della vita, attirando i giovani. I temi portanti del progetto Verona 2040 saranno sviluppati nel corso di un ciclo di trasmissioni in onda sull’emittente Telearena a partire da febbraio del prossimo anno.

Valutazione del merito creditizio delle imprese, fattori ESG e rischi ambientali

Il sistema bancario svolge un ruolo fondamentale nel favorire l’evoluzione verso un’economia più sostenibile. Le autorità di regolamentazione del sistema bancario, come la European Banking Authority (EBA), stanno sempre più focalizzando l’attenzione su aspetti legati all’ambiente, al sociale e alla governance (ESG). Queste autorità hanno imposto alle banche regole che obbligano a valutare come le imprese, a cui concedono finanziamenti, gestiscano questi fattori. Le banche, attraverso questionari ad hoc, stanno raccogliendo informazioni sulle pratiche sostenibili delle imprese. Questo processo, già in corso, si prevede subirà ulteriori spinte dovute a normative più rigide in futuro. La rendicontazione volontaria sulla sostenibilità diventa così cruciale, non solo per rispettare le regole, ma come elemento vitale per la sopravvivenza e la gestione strategica delle imprese.

«Le banche stanno sempre più considerando come le aziende affrontano questioni ambientali, sociali e di governance quando decidono di finanziarle – il commento del presidente Trestini, che prosegue – Questo implica che le imprese devono rendere conto delle loro pratiche di sostenibilità non solo per rispettare le regole, ma anche per rimanere competitive attraverso un accesso più agevolato al credito bancario».


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