Imprenditoria straniera, Verona sopra quota 13.800 imprenditori: +14,3% in dieci anni
di Matteo ScolariContinua a crescere l’imprenditoria immigrata in Italia e anche il territorio veronese conferma il trend positivo. Secondo le elaborazioni della Fondazione Leone Moressa su dati StockView-Infocamere forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, nel 2025 si contano 795.669 imprenditori nati all’estero, pari al 10,8% del totale, e 599.537 imprese a conduzione “straniera”, pari all’11,9% delle imprese complessive attive in Italia.

Nel decennio 2015-2025, mentre gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti del -5,2%, quelli nati all’estero sono aumentati del +21,3%. La tendenza è confermata anche nell’ultimo anno, con un +1,1% per gli imprenditori immigrati e un -0,6% per quelli italiani.

A livello regionale, il Veneto registra 67.662 imprenditori nati all’estero, con un’incidenza del 10,4% sul totale regionale e una crescita del +17,6% negli ultimi dieci anni, a fronte di un calo del -7,5% degli imprenditori nati in Italia.

Nel dettaglio provinciale, Verona conta 13.808 imprenditori immigrati, pari al 10,8% del totale provinciale, con un incremento del +14,3% tra il 2015 e il 2025, mentre nello stesso periodo gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti del -6,5%. Un dato che colloca Verona tra le prime dieci province italiane per numero assoluto di imprenditori nati all’estero.

Sul piano nazionale, la Cina torna a essere il primo Paese d’origine con 79.996 imprenditori (10,1%), superando di poco la Romania. Tra le comunità in maggiore crescita nell’ultimo anno figurano Albania (+5,4%), Moldavia (+6,9%) e Ucraina (+7,3%), mentre risultano in calo Marocco (-1,9%), Nigeria (-5,2%) e Senegal (-5,2%).

Le 600 mila imprese “straniere” attive in Italia si concentrano soprattutto nel commercio (30%) e nelle costruzioni (27,1%), settori nei quali l’incidenza delle imprese a conduzione straniera è particolarmente significativa. Nell’edilizia, ad esempio, oltre il 22% delle imprese è guidato da imprenditori nati all’estero.
Nel 2025 le imprese “straniere” occupano oltre 906 mila lavoratori dipendenti, pari a circa il 5% del totale nazionale, con una media di 1,5 addetti per impresa che sale oltre quota 3 nella ristorazione e nella manifattura.
Secondo i ricercatori della Fondazione Moressa, «l’imprenditoria immigrata rappresenta spesso la prosecuzione di un percorso di integrazione e la volontà di radicamento nel nostro Paese. La crescita del fenomeno va gestita garantendo interazioni e sinergie con il tessuto produttivo italiano».
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