Il Valpolicella Classico Rubinelli Vajol premiato con i 3 bicchieri di Gambero Rosso

di admin
Si tratta del massimo riconoscimento conferito dalla rivista culinaria.

Dopo un’importante serie di premi e riconoscimenti – 250 solo negli ultimi 8 anni – per l’Azienda Agricola Rubinelli Vajol di San Pietro in Cariano arrivano anche gli ambiti “3 bicchieri” della Guida Vini d’Italia Gambero Rosso 2024 al Valpolicella Classico Superiore 2020.
La bottiglia premiata quest’anno è numerata. Renzo e Alberto Rubinelli, che con il nipote Nicola Scienza portano avanti con competenza e dedizione il sogno di famiglia, sono davvero soddisfatti e Nicola Scienza sottolinea: «Siamo felicissimi che sia proprio il valpolicella superiore, un vino godibile da tutti in ogni occasione, a ricevere il prestigioso riconoscimento, raccontando con eleganza e pulizia il territorio». 
Rispettare il territorio, avendo costante cura, sia nel campo che in cantina, operando affinché si possa esprimere sempre al meglio la tipicità: da questa attitudine scaturisce l’eccellenza. Renzo, Alberto e Nicola hanno dato testa, gambe e braccia all’idea del nonno e del papà: «Autenticità è la parola chiave, i nostri vini – spiega Alberto Rubinelli – nascono nel campo, sono regali della natura e della morfogenesi della Conca del Vajol, una marna formatasi fra il mesozoico (150 milioni di anni fa) e l’era terziaria (60 milioni di anni fa), un terreno magro, ma ricco di sostanza organica e a forte presenza calcarea, ideale per moderare il vigore naturale della vite e capace di trattenere per lunghi periodi l’acqua, rilasciandola nei momenti di stress idrico».
«Ad acquistare il Vajol – conca assolata a pochi passi dai tufi millenari della Pieve romanica di San Floriano con 10 ettari di vigneti tra collina e declivio e al centro la casa, il fruttaio e la cantina – fu nel 1953 il nonno, Gaetano Rubinelli, professionista veronese che – come racconta Renzo Rubinelli – dopo avere contribuito nel 1923 allo sviluppo industriale della città firmando il progetto della Diga del Chievo, da uomo colto e innamorato di questa terra gettò le fondamenta di un nuovo progetto: produrre un cru in cui esprimere compiutamente l’eccellenza del prodotto del territorio: uva di altissima qualità, frutto di un’ideale esposizione al sole e di un perfetto appassimento nel clima ventilato e temperato della Conca del Vajol».
Al Vajol (toponimo censito nel 1635 dalla Repubblica Serenissima di Venezia per la presenza di una sorgente d’acqua) per 50 anni si è fatto vino esclusivamente a consumo famigliare, prima con Gaetano che nel 1939 co-fondò anche la locale Cantina Sociale, poi con Giorgio che con i figli Alberto e Renzo si è divertito per anni a fare e bere un vino leggero e profumatissimo, volutamente senza spinte in potenza e struttura, secondo il suo gusto personale. Poi nel 2000 la prima vera cantina, composta da fruttaio e bottaia, e nel 2006 la prima vera etichetta. In 18 anni si è passati dalla damigiana per gli amici più cari, a 85.000 bottiglie all’anno. 
Tra i tanti premi, soltanto dell’ultimo anno si ricordano: “Top Wine Vino Slow”, 5 grappoli Bibenda, Corona TCI e 95 punti DoctorWine all’Amarone classico 2016, “Cantina italiana dell’anno, per Winemag”, “Cantina veronese dell’Anno” per la Guida Top 100 vini di Verona, “Cantina selezione Bottiglia” per Slow Wine, “Cantina 4 stelle” per Falstaff, e 5 punteggi Top! 95,95,94,93,91 per James Suckling.In tutti i vini sono presenti i cinque vitigni autoctoni della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta. I vigneti sono condotti secondo forme di allevamento tradizionali, quali la pergola veronese e più moderne come il Guyot negli impianti più recenti, il tutto senza usare erbicidi e concimi di sintesi ma diserbo meccanico sulle file e il sovescio. La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano, in più passaggi, prima per l’Amarone e vini da appassimento, poi, sempre manualmente, per la pigiatura immediata. La polifonia di profumi e sapori viene infine tutelata con l’utilizzo esclusivo di grandi botti di rovere francese e di Slavonia, che durante il lungo periodo di affinamento conferiscono un equilibrato apporto di legno, atto a preservare ed esaltare gli intensi aromi di frutta di questi succhi della terra. Vengono usate solo botti da 30 e da 50 hl, per ottenere vini inconfondibilmente eleganti.

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