NFT, quando l’arte incontra il digitale
di adminLa tecnologia NFT, acronimo di "Non-Fungible Token" (token non fungibile), ha avuto origine nel 2014 grazie all’idea di Anil Dash, imprenditore, e Kevin McCoy, artista. Il loro obiettivo era trovare un punto d’incontro tra il mondo dell’arte contemporanea e quello dei programmatori di criptovalute al fine di rispondere alla richiesta della comunità artistica di creare un vero e proprio mercato dedicato all’arte digitale.
All’inizio degli anni 2000, nonostante i social network avessero permesso agli artisti digitali di aumentare la visibilità e la diffusione delle proprie opere, il mercato dell’arte tradizionale non riconosceva un valore culturale ed economico alla maggior parte della digital art. Al contrario, le criptovalute, introdotte nel 2008 da Satoshi Nakamoto, stavano rapidamente diffondendosi e avendo un impatto significativo sul mercato finanziario internazionale, nonostante non fossero legate a nessun bene tangibile.
Gli NFT rappresentano quindi la nuova frontiera dell’arte. In Italia, una nuova generazione di artisti digitali, come Dangiuz, di 26 anni, sta emergendo dalla periferia di Torino e sta ottenendo riconoscimento a livello internazionale.
Tutto il percorso di un’opera d’arte è tracciato grazie al token digitale, chiamato "gettone", e alla blockchain, un registro di blocchi che confermano le transazioni relative all’opera caricata. L’artista ha pieno controllo sulla propria opera, potendo decidere se considerarla un’opera unica o un’edizione multipla e, nel secondo caso, determinarne il numero di copie.
Per i mercanti d’arte, questa tecnologia rappresenta una nuova opportunità in quanto amplia il pubblico degli appassionati d’arte, coinvolgendo nuovi collezionisti provenienti dal mondo delle criptovalute che hanno imparato ad apprezzare l’arte attraverso l’arte digitale.
Inoltre, l’Italia avrà il suo Museo Nazionale dell’Arte Digitale, che sarà inaugurato nel 2026 a Milano, con la direttrice Ilaria Bonacossa.
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