Hotel De’ Capuleti, tra i primi in Italia ad ottenere la certificazione GSTC

di admin
La struttura veronese è la prima del Gruppo Best Western Hotel su 170 alberghi ad ottenere la certificazione internazionale. Oggi conferenza stampa e inaugurazione della mostra "Ali di plastica" di Hermes Mereghetti.

Riduzione del consumo energetico, minimo utilizzo della plastica, uso di prodotti per la pulizia biodegradabili e certificati, promozione di comportamenti sostenibili tra il personale e gli ospiti e collaborazione con produttori locali per utilizzare i loro prodotti per la colazione. Queste, in sintesi, le azioni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che Best Western Plus Hotel De’ Capuleti intraprende già da anni per cui ha ottenuto a marzo la certificazione GSTC, Global Sustainable Tourism Council.  
Si tratta di uno standard internazionale che si basa sul turismo sostenibile e copre varie aree come un’efficace pianificazione della sostenibilità, la massimizzazione dei benefici sociali ed economici per la comunità locale, la conservazione del patrimonio culturale e la riduzione degli impatti negativi sull’ambiente. La certificazione viene rinnovata annualmente ed è finalizzata al miglioramento continuo. 
Il De’ Capuleti è un Hotel storico nel centro di Verona e a gestione familiare. 
La presentazione del percorso di sostenibilità è avvenuta oggi in due momenti: nella mattinata alla stampa, e nel pomeriggio durante un evento per clienti, autorità e stakeholder, nella sede dell’Hotel. Nell’occasione è stata inaugurata la mostra “Ali di Plastica” dell’artista Hermes Mereghetti. 

“Da anni promuoviamo il turismo sostenibile perché ci crediamo fortemente. La sostenibilità non è una moda ma è diventata una necessità e non è più rimandabile. Ci impegniamo costantemente per dare ai nostri clienti elevata qualità del servizio nel rispetto dell’ambiente, del territorio e della collettività. È un impegno anche di tutto lo staff a cui dedichiamo una formazione continua; anche gli ospiti apprezzano il nostro impegno e aderiscono volentieri alle azioni responsabili”, spiega la responsabile della sostenibilità di Best Western Plus Hotel De’ Capuleti Arianna Montresor. 
Tra le buone prassi sostenibili vi è anche l’uso dei prodotti locali per la colazione dei clienti: latte e caciotta sono della Lessinia, le uova provengono da Veronella, frutta e verdura sono prodotte e consegnate da azienda agricola di Villafranca, la farina biologica è acquistata da acquistata da Antico Molino Rosso di Buttapietra utilizzata per la produzione di tutta la pasticceria e per il pane fatto in casa: Giulietta 2.0 e Aida 2.0. Vini della Valpolicella, Soave, Lugana e Prosecco. L’Hotel collabora inoltre con Too Good To Go per combattere lo spreco alimentare. 

Numerose le azioni intraprese da dieci anni da Best Western Plus Hotel De’ Capuleti. Con la partecipazione al progetto Stay for the Planet di BWH Hotel Group Italia il management dell’Hotel esegue il monitoraggio e il contenimento dei consumi. Con la partecipazione al programma Stay PlasticLess sempre del gruppo, l’Hotel applica la riduzione al minimo dell’utilizzo di plastica. La linea cortesia, infatti, prevede spazzolini in bambù, rasoi in paglia, sacchetto della biancheria in carta, pettini in legno e panno scarpe in cotone anziché spugna scarpe. Il modello di gestione della sostenibilità prevede inoltre un impegno costante in termini di efficienza energetica, come ad esempio l’illuminazione totalmente a led, e l’incentivazione della mobilità sostenibile per gli ospiti, omaggiando i biglietti dell’autobus per chi raggiunge l’hotel in treno. L’azienda si è dotata infine di un Codice Etico per garantire a collaboratori, ospiti e stakeholders il rispetto di principi quali integrità, correttezza, trasparenza, ripudio di ogni genere di discriminazione. 
L’Hotel veronese è il primo del Gruppo BWH su 170 alberghi ad ottenere la certificazione internazionale. 
“Da tempo BWH Hotel Group Italia ha fatto della sostenibilità un asset. – evidenzia Maria Teresa Cantù, Head of Membership Marketing & ESG in BWH Hotel Group – La forza dei nostri progetti è la concretezza delle azioni che coinvolgono staff in hotel e ospiti che nel quotidiano sono ormai abituati a comportamenti sostenibili, e la formazione continua nelle strutture che accompagniamo in un percorso per misurare e migliorare le performance ambientali. In questa ottica forniamo strumenti e soluzioni per contenere i consumi, ridurre il ricorso a plastica monodose, favorire l’utilizzo di energia rinnovabile e ridurre le emissioni di CO2 grazie ad azioni virtuose. Siamo particolarmente fieri dell’esperienza di BW Plus Hotel De’ Capuleti: la proprietà di questo albergo da sempre ha dimostrato impegno nei progetti legati alla sostenibilità: la certificazione GSTC non è che l’ulteriore conferma di un percorso concreto del loro impegno a 360° nell’ambito ESG (Environmental, Social and Governance)”. 
Alessandro Tapparini, presidente della Cooperativa Albergatori Veronesi precisa: “Socio storico di Cooperativa Albergatori Veronesi, l’Hotel De Capuleti e la famiglia Boldrini si confermano un esempio di lungimiranza e capacità di cogliere l’opportunità dell’innovazione. Una bellissima testimonianza di come gli albergatori veronesi sanno andare ben al di là della semplice conservazione dell’esistente. Questi esempi fanno del bene alla città e confidiamo che presto altri seguiranno. Va reso onore al merito ai primi che sanno rompere gli indugi”. 
Nell’occasione è stata inaugurata la mostra Ali di Plastica del fotografo Hermes Mereghetti: immagini in bianco e nero della modella Elisa Casagrande ritratta con oggetti di plastica. Spiega l’artista: “Plastica come materia, plastica come pensiero e come stile, plastica come parte di un cammino. Nelle tasche dei pantaloni, in un caffè al bar, nei piatti delle tavole fredde, nei prodotti di cortesia di un albergo, durante la nostra vacanza. I mari, i fiumi, le foreste, le strade, l’uomo, sono diventati un tutt’uno con la materia, un’opera sola e singolare, gestita dall’indifferenza, dalla fretta, dal non tempo di fermarsi a osservare. Lo sguardo di una ragazza, attraverso i toni monocromatici creati dalla giusta quantità di luce, fa emergere un’unione fruibile tra ciò che è e ciò che siamo. La sostanza e il materiale, attraverso una fotografia, hanno raggiunto la tridimensionalità di un pensiero, di un concetto. Una relazione resa possibile dall’accostamento e dal legame tra il naturale che vive e l’artificiale che soffoca”. 
Hermes Mereghetti, fotografo e giornalista milanese. Nonostante il suo modo di vedere sia legato alle immagini di reportage sociale, lo sguardo si focalizza all’essenzialità della fotografia di still life e alla ricerca nel ritratto in bianco e nero. Negli anni sviluppa progetti all’interno delle carceri milanesi concentrandosi prevalentemente sulla psicologia dell’individuo. Approccio che utilizzerà nelle successive ricerche personali anche nel mondo dell’handicap e dell’immigrazione. Nel contemplare la profondità visiva rivolta al ritratto in studio realizza numerose opere volte alle collezioni Fine Art esposte in numerose mostre, in Italia e all’estero. 

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