PNRR, guai a metterlo in dubbio
di adminÈ di pochi giorni fa la notizia, per certi versi provvidenziale, dell’arrivo dall’Europa di altri 21 miliardi. La Commissione europea, infatti, ha dato il semaforo verde all’esborso della seconda tranche dei finanziamenti della Recovery and Resiliience Facility destinati all’Italia poiché sono stati centrati tutti i 45 obiettivi richiesti mediante il PNRR.
Ad annunciarlo è stata la portavoce dell’esecutivo Ue per l’Economia, Veerle Nuyts, durante un briefing con la stampa a Bruxelles.
Questo accade proprio nei giorni in cui si riaccende il dibattito politico sulle possibili modifiche da apportare al Recovery Plan italiano, come proposto nel programma del Centrodestra, che si avvia a formare un nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni. A novembre si insedierà il nuovo esecutivo, che prenderà in mano proprio l’attuazione del PNRR e potrebbero essere messe al riesame lo stato d’attuazione e le regole. Si vorrebbero, ad esempio, aumentare gli investimenti sull‘energia. Fra l’altro, proprio su questo l’Europa sta mettendo a punto un nuovo pacchetto di misure, nell’ambito di Repower EU.
Fortunatamente non sembrano esserci, nell’immediato, alcuni dietrofront paventati in campagna elettorale, sarebbe un grave errore. Il lavoro fatto dal Premier Mario Draghi, in qualità di metronomo per raggiungere gli obiettivi europei, è stato egregio e il nuovo governo avrà solo il compito per portare a termine il 2022: per sbloccare la terza “rata” di Bruxelles, che sarà pari a 19 miliardi, sono 55. L’esecutivo uscente ha già annunciato un’accelerazione, che porterà a raggiungere 29 obiettivi entro al fine di ottobre.
Da questa strada tracciata non si può tornare indietro o non si possono avere esitazioni. Questi numeri, queste possibilità economiche, queste occasioni sono uniche nella storia, sarebbe una follia rinunciarvi.
Il nostro Paese, come altri, andrà incontro a un autunno-inverno difficile, da molti punti di vista. Aggrappiamoci al PNRR, con convinzione.
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