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Cattolica Assicurazioni: prevale la legge del mercato o delle mani forti?

di admin
Cattolica è entrata nella sfera del Leone di Trieste, il quale ha portato a termine con un successo quasi completo l'OPA lanciata in primavera. Ora gli azionisti e la città attendono gli eventi. Intanto miliardi persi, posti di lavoro spostati o cancellati, un nuovo polo assicurativo italiano su cui l'Antirust europeo ha dato il suo…

Fino all’ultimo giorno mani forti hanno sostenuto il titolo nella convinzione che ci sarebbe stato un rilancio dato il prezzo molto basso offerto per la Cattolica Assicurazioni
L’ultimo giorno dell’OPA, venerdì 29 ottobre 2021, si sono aperte le cateratte della Borsa Valori di Milano e fiumi di titoli si sono riversati sul prezzo del titolo che in fretta è sceso anche sotto il prezzo di offerta, che rammentiamo essere stato di 6.75 euro per azione. 
Alcuni azionisti veronesi, tra cui il Patto di Sindacato “Le Api”, appoggiati anche al nostro giornale, hanno fatto presente nelle ultime settimane che il valore reale di titolo era di molto superiore. Le mani forti sul mercato hanno prima tenuto su il corso delle azioni a prezzi superiori a 7 euro per mesi, poi, dopo che l’Oracolo di Omaha, Buffett, ha misteriosamente consegnato i suoi titoli, hanno aperto le paratoie ed il fiume in piena dei piccoli azionisti sollecitati da telefonate e da lettere, che in diversi hanno trovato assai paurose, ha scaricato sull’OPA e sul mercato le loro azioni.  Passata la data limite nulla più serviva sostenere il corso del titolo. È solo l’azionista di maggioranza che poteva essere interessato a gustarsi la piena vittoria e a salvaguardare il proprio investimento.
Altri scossoni in basso hanno caratterizzato i primi giorni post OPA. Questa è la legge del mercato, e i piccoli azionisti, specie veneti, lo sanno. Si sa che esiste un ente di controllo chiamato Consob, che ha coscienziosamente osservato quanto capitava, e non ha mai ritenuto di intervenire, pacta sunt servanda. Una sollecitazione al Ministero competente ha ribadito che queste sono faccende private, non ci sono soldi dello Stato per cui gli azionisti devono difendersi da soli.
Io credo che per tutelare i risparmi investiti nelle società quotate qualche correzione alle leggi di mercato vadano portate, lasciando più libera la gestione operativa, ma tutelando maggiormente i piccoli azionisti che sono sprezzantemente chiamati "il parco buoi". Alcune norme guida si possono trovare nel C.c.  perché i grandi i grandi azionisti si sanno tutelare, di norma, da soli.
Il caso Cattolica è solo l’ultimo caso di una serie che dimostra quando sia insufficiente la vigilanza degli organi preposti a impedire i problemi, e gli interventi postumi, olezzano più di scelta politica che non tecnica.
Rimane sul mercato circa il 15% del capitale, probabilmente sono i più restii a finire nelle mani di Generali a queste condizioni.  Ora il corso del titolo in un mese è passato da più di 7,1 euro a meno di 5.8, una perdita del 18% circa solo nelle ultime settimane. Cosa attende ora il popolo degli irriducibili azionisti di Cattolica? Difficile fare previsioni, il mercato ora interessa quasi esclusivamente Generali, la sua gestione, molto apprezzata, farà miracoli o no? 
Sicuramente le sinergie produrranno spazi economici aggiuntivi a favore della nuova capogruppo ed i prossimi passi, in linea con le anticipazioni scritte nell’OPA, fanno pensare che si andrà verso due ipotesi principali: una la fusione entro l’autunno del 2022, l’altra il delisting del titolo fra qualche mese seguendo le farraginose procedure previste dalla Borsa valori. Se queste strade saranno confermate il titolo Cattolica non sarà più quotato, se invece si scegliereranno ulteriori vie non mancheranno le sorprese.

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