Curioni: «In un futuro sempre più digital, urgono sicurezza e cultura informatica»
di adminPercorsi di digitalizzazione, innovazione all’interno delle aziende con planning digital e smart per ridefinire i propri asset. A parlarne ai microfoni di Verona Economia uno dei massimi esperti in Italia di cybersecurity, Alessandro Curioni.
Oggi le aziende sentono la necessità di dover rafforzare la propria presenza sul web? Però, sul web, ci sono anche dei pericoli molto seri.
Sì, più che altro è un po’ come fare acrobazie al circo o su un trapezio senza sicurezza: la rete sotto la digitalizzazione altro non è che quella che oggi viene chiamata Cyber Security. È un settore che si preoccupa di garantire e mettere in atto le potenzialità insite nella digitalizzazione. Una delle applicazioni consiste nel minimizzare i rischi che, ahimè, sono tanti e ne abbiamo avuto riprova negli ultimi mesi con le intrusioni nei sistemi sanitari regionali, negli archivi della SIAE e tanto altro ancora.
Ha citato il recente caso SIAE dove sono stati sottratti dati sensibili: cosa consiglia di fare se si viene defraudati?
Il primo consiglio è quello di non pagare il riscatto che solitamente viene chiesto perché, nel momento in cui si paga, delle statistiche ci dicono che circa l’80% dei soggetti che hanno ceduto al ricatto sono stati vittime di un altro attacco entro i 12 mesi successivi. Il problema è che non è soltanto il furto di dati ma, piuttosto, il fatto che i criminali riescono a crittografare l’intero contenuto dei sistemi bloccando di fatto l’operatività dell’azienda. Quindi è la combinazione di questi due elementi che spesso e volentieri costringe molti a pagare e a cedere al ricatto.
In cyber security l’80% lo fa la prevenzione. Prevenzione significa avere delle tecnologie a supporto e una cultura diffusa in materia di sicurezza. Teniamo conto che le statistiche parlano di un 80 per cento di incidenti determinati dal fattore umano. Banalizzando potrei dirle un clic o un tap di troppo.
Le tante aziende che si rivolgono a lei, in che modo chiedono di fare prevenzione digitale?
In questi ultimi anni è aumentata la richiesta di estendere la cultura digitale in materia di sicurezza. Cerco sempre di veicolare la centralità di questo concetto non solo per l’azienda ma anche per ogni singola persona. Vita privata e aziendale non sono così distanti: se rubano dai conti correnti aziendali o i dati non è solo un problema dell’azienda, è anche un problema nostro perché tutti questi dati personali finiscono sui mercati neri e vengono rivenduti alimentando, in un circolo vizioso, i mezzi e gli strumenti che la criminalità informatica può usare per colpirci.
Lei insegna anche all’Università Cattolica di Milano, quali sono le possibili proiezioni future in questo ambito?
Il mondo sta andando verso la cultura dei dati ormai siamo e saremo sempre di più invasi, condizionati e permeati da dati. Spero di no ma, in futuro, si combatteranno anche guerre digitali.
In Evidenza
Pasqua da record tra Verona e Garda: presenze in crescita del 15%, occupazione fino al 95%

PMI, stop ai “furbetti” dell’artigianato: da oggi multe fino al 1% del fatturato

Vetrocar, prosegue la crescita sul territorio nazionale. Lanciata anche un’Academy

PMI, entra in vigore la nuova legge: più credito, incentivi e regole su recensioni online

Olio, l’oro verde che l’Italia non ha ancora imparato a raccontare

FS, 28 milioni di viaggiatori per Pasqua e ponti primaverili: potenziata l’offerta ferroviaria

Ikea Italia rinnova il contratto integrativo: più salario, welfare e tutele per 7.600 dipendenti

Ferrovie dello Stato: l’utile torna positivo a 30 milioni, ricavi a 17,3 miliardi e 18 di investimenti

Alperia: EBITDA a 446 milioni, utile netto oltre 207 milioni e investimenti per 222 milioni


