Polizia Provinciale di Verona e guardie ittiche volontarie, sul Garda
di adminSul Garda – sponda veronese – sequestrati 4.500 metri di reti illegali, da parte della Polizia Provinciale, nel quadro di un’operazione a tappeto, nei porti, da Brenzone a Malcesine, in collaborazione, con sette guardie ittiche volontarie, per lo più appartenenti all’Unione Pescatori Sportivi del Garda.
Iniziato l’intervento, alle quattro del mattino, sono stati individuati sei pescatori professionisti di nazionalità straniera, in possesso di 60 reti, illegali, perché dotate di maglie, con ampiezza inferiore ai 37mm. Reti, che permettono di catturare fino al triplo di pesce, con numerosi capi sotto misura, causando il depauperamento della popolazione ittica, mettendo in pericolo l’ecosistema del lago e creando danno ai molti pescatori onesti.
Ai sei pescatori, secondo il Regolamento regionale, sono state applicate le sanzioni previste e sequestrate le reti. L’assenza di pesce, nelle imbarcazioni, non ha permesso di elevare sanzioni maggiori e di procedere con le denunce penali, il sequestro e la confisca delle barche, segnala la Polizia.
«Questi pescatori gettano le reti, al confine con altri territori provinciali, dove, verosimilmente, vendono il pescato – segnala il Comandante della Polizia Provinciale veronese, Anna Maggio –. Quel che possiamo fare è, perciò, controllare la regolarità delle reti utilizzate, quando rientrano in porto. Segnaleremo il risultato dell’operazione anche ai nostri colleghi delle altre province, nella convinzione, che ciò possa essere utile, per ulteriori attività contro la pesca, con strumenti illegali e per la tutela della fauna del Garda. Il sequestro, eseguito dai nostri agenti, è tra i più ingenti degli ultimi anni ed è stato reso possibile, grazie alla sinergia sviluppata, con le guardie ittiche volontarie, sempre disponibili a collaborare, con grande professionalità. È giusto ricordare che la stragrande maggioranza dei soggetti controllati era in regola».
Non c’è pace, neanche per il pesce del Garda! Figuriamoci, se non vi fossero tali controlli e in quale stato si troverebbe il relativo ecosistema.
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