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I cavalli veneti avranno la loro Organizzazione

di admin
In Confagricoltura Veneto anche una Sezione ‘Allevamenti Equini’, la prima nella storia dell’Organizzazione. Riunirà gli allevatori di cavalli di tutta la regione.

Seimiladuecentoquarantadue equidi, di cui 5.176 cavalli e 1.040 asini, solo a Verona. Sonoutilizzati nello sport e in agricoltura, per passeggiate,inippovie, agriturismi, ippoterapia e in fattorie didattiche. In regione, veniamo dopo Padova, per numero di equidi, con ben 3.334 proprietari. Un settore, in grande sviluppo per l’importanza, che l’animale riveste. nel tempo libero, oltre che nella riproduzione di cavalli trottatori da corsa.“Abbiamo sentito l’esigenza di dar vita a una sezione di allevamenti equini, perché non siamo mai stati considerati parte del mondo agricolo – spiega il presidente Roberto ToniattiGiacometti, titolare dell’azienda Allevamenti Toniatti di San Michele al Tagliamento, tra gli allevatori più grandi di cavalli trottatori in Italia -. Secondo me, è stato un grande errore escluderci, perché quello dei cavalli è l’allevamento di animali più agricolo, che ci sia. I cavalli, per crescere sani, hanno bisogno di pascolo e, quindi, di foraggio, cioè di fieno, e poi di orzo, frumento, avena e mais. Tutti elementi necessari per la rotazione delle colture e per il greening, e, quindi fondamentali, per le aziende agricole. Inoltre c’è una grande riscoperta del cavallo, in ambiti come quelli dell’agriturismo, dell’ippoterapia e del turismo equestre. Non dimentichiamo, infine, che il Veneto ha un habitat ideale, per l’allevamento equestre. Basti ricordare che i cavalli dell’esercito di Alessandro Magno venivano piazzati nella pianura veneto, proprio perché c’erano le condizioni ideali, per farli crescere e diventare forti”.Verona, come il resto del Veneto, è specializzata in allevamenti di cavalli da trotto, per le gare, ma il cavallo viene sempre di più utilizzato nel il turismo equestre. Andrea Pretto, agricoltore a Zimella, Verona: “Ho sempre avuto campagna, coltivando mais, patate e foraggi, ma anche allevando animali – racconta -. Adesso ho 21 cavalli, in gran parte fattrici, che partoriscono puledri, sia per salto a ostacoli o da tiro pesante rapido, cioè da lavoro. A volte, li uso per fare lavori leggeri, ma organizzo anche visite didattiche per le scolaresche, facendo fare dei giri, con i cavalli e mostrando i lavori che si facevano una volta, nei campi con gli equidi. Ho aperto anche un equiturismo. con l’intenzione di programmare escursioni a cavallo. nelle ippovie o con carrozze, per far vedere la bellezza della campagna, le antiche ville, i casolari e le corti rurali. Ci servirebbe però una mano, per far partire l’attività, perché il mantenimento dei cavalli ha costo molto alto, ma, al nostro settore non sono riservati bandi o contributi. Il cavallo è considerato, infatti, un bene di lusso, per ricchi. Non è così: è un animale a uso delle aziende agricole e di chi lavora e sarebbe giusto che, anche noi potessimo godere delle attenzioni e delle agevolazioni,riservate agli altri settori agricoli, compresi i bandi del Piano di sviluppo rurale regionale”. Ma, lette le ragionate e giuste considerazioni di competenti del settore, vale la pena di esaminare i dati, che seguono, che, appunto, giustificano l’istituzione di un comparto equino ad hoc, in Confagricoltura: in Italia, secondo i dati aggiornati dell’Anagrafe degli Equidi, ci sono circa 499.000 equidi, di cui 391.000 cavalli. Il cavallo dà lavoro a una schiera che oscilla tra le 40.000 e le 50.000persone, suddivise in realtà poliedriche, ma con una linea ascendente soprattutto nelle attività legate all’agricoltura. Di questi, tra 8.000 e 10.000 sono artieri, stallieri e addetti all’allevamento. Le aziende agricole dedicate, prevalentemente all’allevamento di cavalli e altri equidi, sono circa 2.900.Nell’ultimo decennio, il Nordest ha vissuto un’impennata, nella crescita di equidi, con un +88,8 per cento del Friuli Venezia Giulia e un +51,4 per cento del Veneto. Il primato regionale spetta alla provincia di Padova, con 7.899 equidi, seguita da Verona (6.242), Treviso (6.097), Vicenza (5.899), Venezia (2.980) e Belluno (3.069). Ma, Verona e Veneto godono anche di Fieracavalli, la maggiore  rassegna internazionale, dedicata al mondo del cavallo, da 1898…
Pierantonio Braggio

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