Un terzo della spesa dei Comuni viene “bruciata” dalla burocrazia…, rileva CGIA, Mestre.
di adminSe calcoliamo l’incidenza di questo importo, sulla spesa corrente totale, in capo ai Comuni (al netto del servizio rifiuti), essa ammonta mediamente al 35,3 per cento, ma sale al 40,5 per cento per le Amministrazioni tra i 5 e i 10 mila abitanti per attestarsi al 45,7 per cento per quelli fino a 5 mila abitanti. Per le altre classi dimensionali l’incidenza scende. Tra i 10 e i 20 mila abitanti, si raggiunge il 37,6 per cento, mentre la spesa diminuisce, per quelle da 20 a 60 mila al 36,2 per cento, per fermarsi al 28,6 per cento, per le realtà amministrative comunali, con più di 60 mila abitanti. “I dati elaborati dall’Ufficio Studi della CGIA – afferma Francesco Pinto,segretario generale ASMEL – confermano che il bigottismo normativo affligge, non solo il settore privato, ma anche l’operatività della pubblica amministrazione locale, costretta a fronteggiare disposizioni, procedure e adempimenti, che si rivelano molto spesso inutili o addirittura controproducenti. Una complessità amministrativa, che grava maggiormente sulle Amministrazioni comunali più piccole, meno strutturate, sul piano organizzativo, e con meno addetti. Semplificare le norme è il primo imperativo, per far funzionare le realtà locali e per far ripartire il Paese”. Lo studio è stato commissionato all’Ufficio Studi della CGIA da ASMEL, l’Associazione, che rappresenta oltre 3.500 Comuni di tutt’Italia e che, da anni, sostiene che il bigottismo normativo è la principale causa dei ritardi, nello sviluppo del Paese. Queste 3 voci di spesa (servizi generali, amministrazione e gestione) sono un aggregato eterogeneo, che comprende servizi, come “gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato”, “ufficio tecnico”, “gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali”, “gestione dei beni demaniali e patrimoniali”, e “risorse umane”. Con buona approssimazione, possiamo affermare che dette spese rappresentano i costi, che la macchina amministrativa comunale è obbligata a sostenere, per “mantenersi in moto”. Dobbiamo, dunque, sfrondare, e non poco, quanto è d’ostacolo alla rapidità d’ottenimento, nel massimo rispetto di una normativa, rivista e aggiornata, del risultato ricercato, rinnovando ed innovando – le capacità non mancano – per ridurre la spesa pubblica e ed essere all’altezza di quanto richiedono i tempi. Specie, oggi, spinti, come siamo, dall’esigenza/urgenza di rimetterci in moto e di recuperare il perduto.
Pierantonio Braggio
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