STUDIO CHIAVEGATTI E LA LEGISLAZIONE CINESE
di adminIl 9 gennaio 2021 è stata emanata l’ordinanza del Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国商务部令) n. 1/2021, nella quale si prevedono le disposizioni volte a contrastare l’ingiustificata applicazione extraterritoriale delle norme straniere.
L’ordinanza trova attuazione nel caso in cui l’applicazione extraterritoriale delle leggi e misure straniere comporti ingiustificate restrizioni o proibizioni nei confronti dei cittadini, persone giuridiche e altre organizzazioni cinesi, in pieno contrasto col diritto internazionale e i principi fondamentali delle relazioni internazionali. Le ingiustificate restrizioni o proibizioni devono essere tali da impedire agli imprenditori cinesi di svolgere le normali attività commerciali con uno Stato (o regione) terzo o i suoi cittadini, persone giuridiche o altre sue organizzazioni.
Il proposito di questo atto, presentato all’articolo 1, è quello di salvaguardare la sovranità, la sicurezza e gli interessi della Repubblica Popolare Cinese, e di proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini, delle persone giuridiche e altre organizzazioni cinesi.
Perciò, quando un imprenditore cinese subisce una di quelle ingiustificate misure straniere, deve rivolgersi alle autorità competenti cinesi, le quali, dopo aver accertato la violazione di uno degli interessi sopra presentati, emana un prohibition order, con il quale si stabilisce che la misura straniera non dovrà essere accettata, osservata o eseguita.
In aggiunta, se una persona (fisica o giuridica) cinese, in esecuzione di un prohibition order, subisce ingenti perdite per il mancato rispetto della normativa straniera, il Governo cinese concederà, sulla base di specifiche circostanze (non precisate nel testo), il supporto necessario e prenderà le dovute contromisure nei confronti dello Stato straniero.
Come molti giornali affermano, questa manovra legislativa sembra essere proprio una risposta alla stringente politica portata avanti dall’amministrazione Trump nei confronti di alcune società cinesi, tra cui Alibaba Group e Tencent Holding Ltd. Probabilmente, il Governo cinese vuole anche generare ulteriore pressione nei confronti del Governo canadese, affinché rilasci quanto prima Meng Wanzhou, figlia di Ren Zhengfei, fondatore di Huawei Technologies Co.
Infine, è interessante sottolineare come queste contromisure non siano per nulla nuove nel panorama giuridico internazionale. L’Unione Europea, ad esempio, aveva già emanato nel 1996 il c.d. Regolamento di blocco (Reg. n. 2271/96), modificato poi nel 2018, per proteggere gli operatori economici europei dagli effetti extraterritoriali derivanti dall’applicazione di norme adottate da un Paese terzo. Tra gli altri paesi ad avere una siffatta normativa è presente anche il Canada e il Messico.
In Evidenza
Carburanti, Costantin Spa acquisisce il 100% di Dalla Bernardina F.lli S.r.l.

Stellantis, seduta nera in Borsa: 22 miliardi di oneri e stop al dividendo

Sicurezza sul lavoro, nel 2025 Verona resta la maglia nera: 24 morti e oltre 14mila infortuni

Volotea, Verona base d’eccellenza: alta soddisfazione dei clienti e 730mila posti nel 2026

Logistica Mondadori: quasi 100 lavoratori coinvolti nel trasferimento nel Mantovano

Banco BPM chiude il 2025 con utili record: oltre 2 miliardi e dividendo a 1 euro per azione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan




