Interesse negativo, sulle giacenze in conto corrente? In Italia, ancora no…
di admin
Tale abitudine, raccomandabile, si è concentrata a partire, dallo scorso anno, quando ebbe inizio il radicarsi del Corona virus. Le somme in giacenza assumono aspetti molto corposi, talché, per fare un esempio, siamo ad un totale di oltre 1700 mld, in Italia, e a oltre 2450 mld, in Germania. Tali riguardevoli importi – che, se ci fossero stati, in passato, sarebbero stati considerati una grazia di Dio, perché denaro liquido, allora, assolutamente necessario – costituiscono, però, un impegno, per il sistema bancario europeo, il quale, fra l’altro, depositando liquidità non utilizzata e detta, quindi, in eccesso, presso la Banca Centrale Europea, deve pagare una remunerazione, alla stessa, dello 0,50%, percentuale, che era stata introdotta, per indurre le banche, soprattutto, a non accumulare, ma, ad erogare credito, a famiglie e ad imprese. Cosa, questa, anche oggi, difficile, dopo le esperienze del passato, date, da prestiti miliardari non restituiti, da una maggiore precauzione, oggi, nel concedere prestiti e dalla più ferrea normativa stessa, cui le banche devono attenersi, in materia. Tale eccesso di liquidità, nel settore bancario, deriva da prestiti, concessi alle banche, dalla BCE e dagli acquisti, eseguiti dalla BCE stessa, di strumenti finanziari, dagli istituti di credito – vedi, per esempio, gli acquisti di Bot, tuttora in essere e previsti sino al 2022 – e dalla scarsità, come citato, di impieghi o aperture di credito, in seguito a quanto sopra, non concessi, quantunque tale marea di denaro, non utilizzato, avesse lo scopo, come cennato, di rivivacizzare l’economia, attraverso dette linee di credito, non realizzatesi. Inoltre, la BCE, creando liquidità, pensava ad un Euro più debole e tale, quindi, da dare maggiore forza all’export. Risultano più toccate dallo 0,50%, pagato o da pagare alla BCE, sulle grandi somme in eccesso, ad essa trasferite, le banche tedesche e francesi, mentre, in minore misura, le italiane. Tornando, tuttavia, al tema iniziale, il molto denaro, giacente nei conti correnti italiani ed europei, crea problemi alle banche, appunto, perché inutilizzato, e, quindi, da trasmettere alla BCE, che non lo remunera, ma, lo penalizza, creando un costo, per gli istituti, che ve lo depositano e che, per evitare tale costo, avrebbero dovuto o dovrebbero convogliarlo nell’economia. Per fare fronte, in mancanza di propri impieghi, nel proprio Paese, a tale situazione, alcuni istituti di credito europei hanno introdotto un tasso negativo sui depositi in conto corrente, escludendo, tuttavia, le giacenze modeste. Si collega alla questione delle forti giacenze di risparmio, in conto corrente, il fatto che il risparmiatore non mira solo a disporre di contante, specie, nell’attuale e dura presenza del virus o nella corretta volontà di averlo a portata di mano, per accadimenti gravi, come potrebbe essere la perdita del posto di lavoro o un duro accadimento, ma anche la considerazione, per cui egli non ha fiducia, in un qualsiasi investimento mobiliare, che, in vero, mai può promettere, a priori, ovviamente, risultati certi. Fatto sta, che la situazione attuale italiana, di massima, caratterizzata, oggi, da giacenze senza penalizzazioni, è apprezzata da risparmiatori tedeschi, che mettono a giacere contante, in conti correnti italiani, per ora, non penalizzanti… Un buon segno, perché tali risparmiatori d’Oltre Alpe, dimostrano fiducia, nel sistema bancario italiano.
Pierantonio Braggio
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