Confermato e presentato il 98° Opera Festival dell’Arena di Verona

di admin
Primavera 2021: come lo scorso anno Fondazione Arena conferma - nonostante una stagione all’insegna dell’incertezza - per il Festival estivo la forte volontà di realizzare la propria programmazione, riproponendo in toto l’intera stagione operistica prevista per il 2020.

 Il palco tornerà nella sua posizione originaria e le nuove tecnologie aiuteranno a creare nuove scenografie: meno areniane, ma che si integreranno nella tradizione degli storici ed iconici allestimenti che da oltre cento anni hanno reso l’opera in Arena unica in tutto il mondo. Una rivoluzione estetica e drammaturgica che tutelerà artisti e tecnici da ogni rischio, consentendo comunque la spettacolarità e la grandiosità che da sempre il pubblico cerca in Arena. 
Si respira un grande entusiasmo, e si vuole a tutti i costi guardare al futuro con ottimismo: il Festival deve e vuole essere – dice il direttore generale di Fondazione Arena – la riaccensione dei motori della città. Nuove soluzioni tecniche, nuovi allestimenti, la sfida al virus: in Fondazione ci si sta preparando al meglio per garantire alla città di Verona una “normalità estiva” che, nonostante i numeri ridotti (si parla di tremilacinquecento spettatori), da tanti mesi manca.
Al cartellone già noto per il 2020, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione all’Opera del Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria di Aida, capolavoro di Verdi nonché opera più rappresentata nell’anfiteatro, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti, che ritornerà sul podio dopo 41 anni dalla sua ultima (e unica) esibizione areniana.

Filippo Avesani

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