Riceviamo e pubblichiamo un’interessante contributo del dott. Mario Lizza, presidente della Sezione Abruzzo della Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale.

di admin
Tema: ”L’ormai usuale vaccinazione antinfluenzale va fatta, in ottobre o in novembre/dicembre”?

“Mi è capitato di ascoltare una diatriba, fra due medici. Il primo sosteneva che è presto vaccinarsi, ai primi o nel mese di ottobre, contro la classica malattia influenzale stagionale, il secondo interveniva, per sostenere che bisogna essersi vaccinarti ai primi di ottobre, come dice la circolare ministeriale. Ma, la circolare ministeriale n. 19214 del 4 giugno 2020, raccomanda di “anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale, a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione, in qualsiasi momento della stagione influenzale”. La mia esperienza di medico igienista – e non solo la mia – che ha promosso e organizzato, per qualche decennio le campagne di vaccinazione antinfluenzale, nella propria ASL, è che, da sempre, l’influenza stagionale arriva piuttosto in ritardo, quasi sempre, nel mese o, più, nei mesi successivi al periodo di Natale-Capodanno, dopo gli incontri di tante persone, dentro e fuori le famiglie. Addirittura, in alcuni anni, milioni di italiani sono stati costretti a letto, nel mese di marzo, per epidemia influenzale. Personalmente, fino all’ultimo inverno, ho vaccinato alcuni dei miei familiari, nel periodo natalizio e nessuno di loro si è ammalto di influenza stagionale. Vaccinando troppo presto, si corre il rischio che, all’arrivo dell’influenza, la concentrazione di anticorpi stia diminuendo, visto che la protezione dal vaccino è temporanea, appunto stagionale. Novembre è un ottimo mese per vaccinarsi. Insomma, credo che sia utile rassicurare i cittadini che va bene vaccinarsi, nel mese di ottobre e, ancora meglio, nel mese di novembre, e, in extremis, anche a dicembre, mesi, durante i quali, prosegue la consegna dei vaccini ai pediatri e ai medici di famiglia e, quindi, è inutile disperarsi, perché, finora, non si è riusciti a farsi vaccinare. Che, poi, fare questo vaccino, possa essere utile, rispetto al Coronavirus, è un’opinione, che alcuni non condividono, ad es. il prof. Corrado Perricone. Invece, è facilmente ipotizzabile che l’influenza stagionale sarà meno diffusa e farà molto meno vittime, rispetto ai circa 5-7 mila morti/anno, sia perché, 1) – è quasi certo che, quest’anno, il numero dei vaccinati ultra 60enni supererà il 54,6% dei vaccinati dell’anno scorso,  sia perché, 2) – l’abitudine diffusa, speriamo, di mantenere la distanza di sicurezza e di indossare la mascherina, ridurrà anche la diffusione dell’influenza stagionale, essendo queste le uniche vere misure, utili, per prevenire la diffusione, sia del Corona virus, sia delle altre malattie influenzali, tutte trasmissibili, attraverso i contatti stretti, ravvicinati e i droplet o goccioline di saliva e muco. In fine, senza offesa, per nessuno: COVID-19 è il nome della malattia, non del virus, come è ben scritto, in tutti i documenti ministeriali e dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, Ginevra. Mario Lizza, Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale (SISPeD), presidente sezione Abruzzo – tel. n. 085 4217.444”. Ringraziamo il dott. Lizza, per quanto comunicatoci, anche perché è sempre opportuno conoscere il parere diretto di esperti, in specifici settori.
Pierantonio Braggio

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